di Francesco Cutello in , ,

Ogm definizione corretta pro e contro: verità (scientifica) contro il qualunquismo di provincia


 

Ogm pro e contro. Tra chi è contro gli organismi modificati dall’uomo e chi è a favore sono tanti gli argomenti del dibattito. Ecco alcuni dati che abbiamo a riguardo fino ad oggi.

ogm pro e contro

Ogm definizione corretta pro e contro: verità vs qualunquismo

Il dibattito ogm pro e contro è sempre di grande attualità. Diverse sono le associazioni ambientaliste che si levano contro questi prodotti. Diversi sono quelli che, al contrario, difendono la tecnologia. In ogni caso, è necessaria un po’ di chiarezza sull’argomento. Iniziando da un punto. Qual è la definizione corretta di ogm? Un organismo geneticamente modificato è un organismo vivente il cui patrimonio genetico è stato mutato con strumenti di ingegneria genetica. Vuol dire, in sostanza, che all’interno del codice genetico dell’organismo in questione vengono inseriti geni esterni ad esso. A grandi linee, il meccanismo è questo. Si parte isolando il gene interessato e lo si inserisce in un vettore molecolare. Poi si replica il batterio per ottenere l’amplificazione del gene da trasferire. Infine, si trasferisce il vettore nell’organismo che si vuole modificare. Tra i pro e i contro ogm, c’è chi ci vede in questi una speranza per il futuro e chi un demone da debellare. Nel dibattito tra favorevoli e contrari, ecco alcune evidenze al giorno d’oggi.

Ogm pro e contro: danno per la salute?

Uno degli argomenti a favore ogm che tiene più banco è l’ipotetico danno alla salute derivante dall’assunzione di ogm. Fa male ingerire un prodotto con geni estranei nel nostro corpo? Una ricerca del 2004 [Netherwood et al.] ha rivelato che i geni interi non sopravvivono nell’intestino umano. Non ci sono quindi evidenze che mangiando cibo transgenico si modifichi il nostro DNA o si riceva del danno. Francesco Sala, scienziato italiano oggi scomparso, spiegava la questione in questo modo. “Ogni cellula di una comune insalata contiene almeno trentamila geni oltre a quello inserito dall’uomo. Se questi si introducessero nel nostro DNA, ci ritroveremmo tutti a fare la fotosintesi clorofilliana. Non c’è alcun motivo per cui il gene inserito artificialmente si comporti diversamente da tutti gli altri.” Uno degli argomenti a favore ogm,  quando ci si spaventa degli effetti, è il nostro pomodoro di Pachino.  Un esempio di ogm. La qualità che mangiamo oggi deriva da una variazione genetica del 1989. L’azienda israeliana Hazera Genetics introduce in Sicilia qualità ogm del pomodoro, in grado di mantenere intatte le caratteristiche del prodotto dopo 2-3 settimane dalla raccolta. Ma anche di rendere il prodotto resistente ad alcune patologie e parassiti. Gli esperti anti ogm sostengono che per registrare i veri effetti sono necessari decenni di sperimentazioni. I dati che abbiamo ad oggi, tuttavia, non registrano danni alla salute.

Ogm pro e contro: resistenza agli antibiotici

Uno degli aspetti negativi ogm molto sentito è la resistenza agli antibiotici. Molte piante ogm hanno geni in grado di non subire la loro azione. I più diffusi di questi geni resistono alla kanamicina, alla ampicilina e alla igromicina. C’è, quindi, il rischio che, mangiando ogm, diventiamo noi stessi resistenti agli antibiotici? La risposta accreditata è ‘no’. Geni che sviluppano tali resistenze si trovano già presenti in alcuni batteri del suolo, senza il bisogno di entrare a contatto con ogm. Gli antibiotici in questione, inoltre, non sono più utilizzati in medicina -o comunque raramente- in quanto ritenuti tossici. Un documento del 2003 della Commissione mista delle Accademie Nazionali dei Licei e delle Scienze rassicurava poi sulla trasmissione genetica. La possibilità che il gene si trasferisca da una pianta ad un batterio è 100 mila volte più bassa di quella che si ha in condizioni di laboratorio. Il rischio di trasmissione, a queste condizioni, viene ritenuto trascurabile.
Ogm pro e contro: danni alla biodiversità. Qui troviamo uno degli aspetti negativi ogm. Casi di contaminazione genetica tra piante ogm e ‘tradizionali’ sono riscontrati in diversi studi. Da questi nascono le preoccupazioni degli anti ogm sulla biodiversità. Avere biodiversità significa disporre di diverse qualità genetiche di una stessa pianta. In caso di calamità naturali, più varietà vegetali garantiscono maggiori possibilità di resistenza al danno. E la coltivazione massiccia degli ogm mette a repentaglio questo principio, omologando i raccolti su un’unica varietà. Sono state dimostrate contaminazioni di specie autoctone da parte di piante ogm. Queste hanno portato, in alcuni casi, l’impossibilità di ripiantare specie selezionate in anni. L’ha rilevato un caso di studio del 2005, che ha preso in esame i campi di mais tra l’Aragona e la Catalogna. Qui, una varietà colpita è stata quella di un mais locale, risultato di anni di selezione e piantato poiché particolarmente adatto per il territorio della Lleida.
Ogm pro e contro: influenza sugli agenti chimici. Più pesticidi o meno pesticidi? Punto discusso dell’utilizzo ogm in agricoltura è l’effetto sui pesticidi. I pro ogm evidenziano il lato positivo di dotare una pianta, geneticamente, della resistenza ai parassiti. In questo modo, si può evitare l’utilizzo massiccio dei pesticidi, in quanto è la pianta stessa ad essere resistente. La verità, però, si discosta spesso dalla teoria. Molti ogm vengono modificati per resistere a particolari agenti chimici diserbanti. Motivi di marketing. In questo modo, si possono utilizzare più alte quantità di pesticidi senza pericolo di danneggiare il raccolto. Alcuni studi (Lutman 1999, Casper e Landsman 1992) hanno portato alla luce una diffusa trasmissione di questi geni, resistenti agli erbicidi, ad altre piante. Varietà infestanti hanno sviluppato la stessa resistenza, generando vegetali super infestanti. Effetto: si sono rese necessarie dosi maggiori di pesticida. Come è avvenuto per l’Amaranthus palmeri in Arkansas, caso di cui ha scritto Dupont su Le Monde (2010). L’infestante è diventato resistente al glifosato, determinando una vera e propria invasione in piantagioni di soia e cotone transgeniche. I contadini hanno perciò dovuto ricorrere a diserbanti vecchi e a gran quantità di pesticida per liberarsene.

Photo credit: CIMMYT Developing wheat lines homozygous for drought tolerance transgenes via photopin (license)

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