di Michela Becciu in ,

12 gennaio 2010, terremoto Haiti: 7 anni fa il sisma che devastò l’isola caraibica


 

12 gennaio 2010: sette anni fa l’isola di Haiti veniva piegata da un devastante terremoto di magnitudo 7.0. Fu un’ecatombe: oltre 220mila morti, 300.000 feriti e 1 milione e mezzo di sfollati. Con Urban Memories ricordiamo questa terribile pagina di storia

sette anni fa terremoto haiti

12 gennaio 2010: sette anni fa il devastante terremoto che sconvolse l’isola di Haiti. L’isola del Mar dei Caraibi venne colpita da un sisma la cui scossa durò un solo minuto ma produsse danni incommensurabili.

Fu un’ecatombe: il bilancio ufficiale delle vittime fu stimato al 24 febbraio 2010 in 222.517 morti, oltre 300.000 feriti e 1 milione  e mezzo di senza tetto. Case, scuole, strade sventrate, palazzi distrutti e innumerevoli profughi. E morte e distruzione. Vi fu un’emergenza sociale e sanitaria ancor oggi non del tutto superata, un cataclisma che secondo la Croce Rossa Internazionale e le Nazioni Unite coinvolse oltre 3 milioni di persone.

Quello verificatosi ad Haiti sette anni fa è stato un terremoto di magnitudo 7,0 MW con epicentro localizzato a 13 km di profondità e a circa 25 km in direzione ovest-sud-ovest della città di Port-au-Prince, capitale dello Stato caraibico di Haiti. L’inferno per la popolazione iniziò alle 16:53 ora locale (21:53 UTC), era martedì. Secondo i rilevamenti dello United States Geological Survey (USGS) vi fu uno sciame sismico nelle prime ore successive al terremoto, 14 eventi sismici di magnitudo compresa tra 5,0 e 5,9 MW.

In questi terribili anni la Caritas Italiana è stata vicino ai terremotati, colpiti lo scorso ottobre anche dal devastante uragano Mattew, che ha fatto oltre 900 morti solo ad Haiti. La popolazione è stata aiutata nella fase di ricostruzione dalla Chiesa locale insieme alla rete internazionale Caritas: finora sono stati finanziati 205 progetti di solidarietà per un importo di circa 24 milioni di euro, destinati ad aiuti immediati, ricostruzione socio-economica e  idrico-sanitaria; la maggior parte dei progetti hanno ovviamente interessato le zone dell’isola più colpite dal sisma, quelle della parte ovest e sud-est. Ma c’è ancora tanto da fare.

 

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