di Michela Becciu in

15 giugno 1996 attentato a Manchester: il precedente della strage Isis al concerto di Ariana Grande


 

15 giugno 1996 attentato a Manchester: il precedente della strage Isis al concerto di Ariana Grande dello scorso 22 giugno. Con Urban Memories ripercorriamo questi tragici eventi, vecchi e nuovi

Manchester, 15 giugno 1996: ventuno anni fa una bomba nascosta in un furgone esplose nel centro della città, nei pressi di un centro commerciale. L’organizzazione militare IRA (Esercito Repubblicano Irlandese) chiamò la sede centrale cittadina di Sky Television e avvisò della presenza dell’ordigno, dando il tempo di far evacuare la zona. La telefonata quel sabato mattina arrivò intorno alle 9:40: la chiamata era diretta ai Granada Studios di Quay Street, esattamente 90 secondi prima che l’ordigno detonasse, e che quindi consentì l’evacuazione di 75.000 persone dall’area interessata.

Gli artificieri immediatamente accorsi sul posto tuttavia non riuscirono a disinnescare l’ordigno, che esplose. Distrutti gli edifici circostanti, quella bomba fece 200 feriti ma fortunatamente nessuna vittima. Si trattò di un’offensiva compiuta dalla Provisional Irish Republican Army, nell’ambito del conflitto nord irlandese; la risposta all’esclusione del Sinn Fein, il partito politico dell’IRA, dai colloqui di pace. Pochi mesi prima, il 9 febbraio 1996, un’altra esplosione che causò 2 morti e 200 feriti a Canary Wharf.

L’attentato avvenne quando in Inghilterra si stavano disputando gli Europei di calcio iniziati 7 giorni prima. Nonostante i gravi danni, Manchester si rialzò e la partita tra Russia e Germania in programma, si svolse regolarmente. Benché il contesto storico di quella tentata strage fosse molto diverso, è impossibile non ricollegare quella scia di sangue all’attentato dello scorso 22 maggio 2017 a Manchester, durante il concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena, costato la vita a 22 adolescenti. L’IRA nel primo caso, un jihadista dell’Isis, il 23enne Salman Abedi, nel secondo: un ordigno artigianale fabbricato con esplosivo uguale a quello usato in questi anni in precedenti attentati dei membri dello Stato Islamico, realizzato con dei chiodi affinché, esplodendo, facesse il maggior numero di vittime possibile.

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Il primo attentato insanguinò lo scontro tra repubblicani cattolici e monarchici protestanti in Irlanda del Nord, quello dello scorso 22 maggio ha invece una matrice ben più complessa, che affonda le sue radici nel fondamentalismo islamico e oppone mondo orientale a società e cultura occidentale. Si tratta della nuova faccia del terrorismo, il timore e la precarietà con cui i dobbiamo convivere ogni giorno, senza mai sentirci sicuri in nessun luogo. Si chiama Isis.

 

 

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