di Gianluca Capiraso

A Milano la Lega è Tornata


 

Il partito, almeno all’apparenza, torna ad essere un movimento, come alle origini. Gli amministratori comunali scendono in strada, presidiano il territorio e tappezzano l’intera area dei Navigli con volantini stile anni ’90. Anche il linguaggio è quello di sempre. Insomma, sono tornati…

Come se fino ad un anno fa, Salvini e compagni fossero completamente assenti della scena politica. Approfittando dell’effettivo degrado in cui versano la Darsena, quello che era l’antico porto commerciale di Milano, e dei due Navigli (il Grande ed il Pavese, come denunciato anche da noi di UrbanPost), i leghisti sono tornati in campo. Con messaggi, gazebi, presidi e volantini. Proprio come alle origini. Anche il linguaggio è quello di sempre.

Volantini Milano PoliticaNon ci sarebbe nulla di strano se questi stessi amministratori non fossero stati in carica fino a poco più di un anno fa, quando cioè si è insediata la giunta Pisapia. Agevolata dalla spinta del “rinnovamento arancione” – che negli stessi giorni travolse anche la città di Napoli – ma sicuramente favorita proprio dai risultati della precedente amministrazione (Moratti), di cui la stessa Lega era una delle principali espressioni.

Certo è che la stessa giunta Pisapia poco o nulla ha fatto per invertire questo trend. Impossibile fare miracoli, per carità, ma il degrado in cui versano la Darsena ed i Navigli (come tante altre zone della città, soprattutto in periferia) sono sotto gli occhi di tutti. A partire dai turisti (pochini per la verità in questo periodo), che restano puntualmente esterrefatti trovandosi di fronte dei canali senza acqua e pieni di spazzatura.

Qualche giorno fa i residenti, già sul piede di guerra con il Comune, si sono ritrovati automobili, vetrine di esercizi commerciali, mura perimetrali e persino gli alberi del parco Baden Powell tappezzati all’inverosimile. Producendo, in pratica, altra immondizia e aggiungendo altra sporcizia in una zona che certamente non brilla in questo periodo.

Finita la stagione estiva dei locali e della movida, pur continuando ad essere animati nei week end, i Navigli vengono puntualmente abbandonati al loro destino, avvicinandoli sempre più ai quartieri tipici della periferia. Le vicine Romolo (stazione metro verde), viale Cassala e Ludovico Il Moro hanno già questi tratti distintivi, con le non distanti Famagosta, Barona e Santa Rita che fanno sentire sempre di più la loro “influenza”. Per non parlare dell’improvvisato (e nascosto) campo rom nato in questi ultimi anni nei pressi del ponte della ferrovia. Lo si intravede solo dal treno, arrivando a Romolo o Porta Genova, mentre dalla strada è impossibile notarlo. Tutti sanno, nessuno interviene.

Da anni, ormai, si parla di progetti di riqualificazione e di un serio intervento in materia di lavori pubblici. Per il momento, però, solo promesse: da questo punto di vista, Pisapia prosegue la strada intrapresa dalla Moratti.

Leggi anche -> Navigli, una Discarica a Cielo Aperto

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