di Luigi Storti in ,

Accordo FMI Eurogruppo su aiuti Grecia più vicino, giù lo Spread


 

Lo spread tra Buoni dello Stato Italiano ed i BUND tedeschi ad essi parametrati continua a diminuire. Il livello si è attestato sui 329 punti specialmente dopo la notizia di un possibile sblocco dei fondi per il salvataggio della Grecia

Spread Btp Bund in calo

Il sempre più probabile accordo tra FMI ed Eurogruppo sullo sblocco dei fondi del piano di salvataggio delle economie europee più pericolanti, in particolar modo quelli destinati alla Grecia, ha fatto calare ancora di più il differenziale tra i Buoni dello Stato Italiani e quelli Tedeschi. Lo spread, infatti, oggi si attesta sui 329 punti ed è la prima volta dopo tanti mesi che scende al di sotto della soglia dei 330.

Buone notizie anche per i Bonos Spagnoli, il cui differenziale rispetto al  parametro di riferimento dei BUND è pari a 417 bases points, anch’esso in netto ribasso. Positive anche le Borse. Tra le buone notizie di giornata anche il netto miglioramento dei vari listini presenti presso gli Stock Exchange di tutto il mondo. In particolare Piazza Affari sale (+0,40% a 15.616 punti il Ftse Mib) come anche Wall Street  (+0,66% il Nasdaq e +0,63% il Dow Jones).

Salvataggio Grecia

Le condizioni per lo sblocco dei Fondi. Le condizioni affinché gli attori principali della vicenda possano decidere in merito allo sblocco dei fondi al governo di Atene sono legate al raggiungimento di un livello del proprio debito pari al 120% del suo Pil, anche se un accordo tra il Paese e l’FMI potrebbe portarlo al 124% rendendolo più sostenibile e, quindi, raggiungibile.

Ad oggi il debito ellenico ammonta a 300 mld di euro, pari al 190% del Pil che farà registrare, prospetticamente, nel 2014, ma gli esperti prevedono una sostanziale riduzione del livello anche grazie alle forme di austerity messe in campo negli ultimi mesi che tenderebbero a sconfessare il rischio default.

Lo stock di monte debiti che verrebbe acquistato/ritirato dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 mld di euro, pari ad oltre il 50% dei bond detenuti dagli investori privati; ciò dovrebbe dar fiato alle casse di Atene consentendogli una parziale liberazione della massa debitoria che, ad oggi, si ritrova a bilancio.

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