di Antonio Paviglianiti in ,

Affitti Brevi cedolare secca al 21%: come funziona, quando si applica e quali sanzioni sono previste


 

Affitti Brevi cedolare secca al 21%: cosa cambia dopo le modifiche apportate alla Legge di Stabilità 2017 con DL 50/2017? Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla cosiddetta Tassa AirBnb.

La fiducia incassata alla Camera per la Manovrina 2017 correttiva della Legge di Stabilità apporta alcuni cambiamenti anche nel campo degli Affitti Brevi (Tassa AirBnb).  Grazie alla manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017 (articolo 4 del DL 50/2017), infatti, viene introdotta una particolare novità sulla tassazione per gli affitti brevi per i quali è previsto l’obbligo di versamento della cedolare secca con aliquota al 21%, come previsto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 23/2011. Quando parliamo di Affitti Brevi ci riferiamo a contratti di durata inferiore ai 30 giorni, per i quali non è obbligatoria la registrazione, ma è comunque prevista una tassazione che il più delle volte viene evasa.

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Affitti Brevi Cedolare secca al 21%: cosa cambia dopo la Manovrina?

Cosa cambia per gli Affitti Brevi a cui sarà applicata la cedolare secca al 21%? La nuova norma – introdotta con Manovra Correttiva della Legge di Stabilità 2017 –  non introduce un nuovo obbligo, ma inasprisce i controlli e introduce nuovi adempimenti per tutti gli intermediari nei contratti di affitto. Attenzione, perché si prende in esame sia il caso in cui questa attività venga esercitata attraverso portali web (come avviene tipicamente su Airbnb e Booking), sia che avvenga mediante agenzie immobiliari o di intermediazione.

Qual è la principale novità introdotta dalla Manovra correttiva? La cedolare secca al 21%  sugli affitti brevi dovrà essere inviata dal portale web o dall’agenzia immobiliare che fa da intermediario in qualità di sostituti di imposta. È bene evidenziare come la ritenuta va sempre applicata, anche qualora il proprietario non intendesse avvalersi della cedolare secca: in questo caso l’importo versato costituirà un acconto sull’IRPEF complessivamente dovuta dall’interessato.

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Cedolare secca al 21%, cosa cambia per il locatore?

Con la cedolare secca, il locatore paga a titolo d’imposta il 21% del canone di locazione stabilito e non deve sommare il canone stesso ai redditi imponibili risultanti dalla dichiarazione dei redditi. Se l’interessato non vuole aderire alla cedolare secca e sceglie la tassazione ordinaria, la ritenuta del 21% si considera effettuata a titolo di acconto e non d’imposta. La ritenuta è applicata anche ai contratti che prevedono, oltre all’affitto puro e semplice, ulteriori servizi: è il caso di chi svolge attività di bed and breakfast senza l’apertura di partita Iva.

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Come dovranno comportarsi gli intermediari?

Dunque, cosa cambia sostanzialmente per gli intermediari quali AirBnb e Booking, due dei principali colossi del settore “affitti brevi”? I gestori dei portali web e delle agenzie di intermediazione dovranno:

  1. comunicare all’Agenzia delle Entrate i contratti di affitto breve conclusi grazie ai servizi offerti dagli stessi;
  2. trattenere, in qualità di sostituti di imposta, dai canoni pagati la ritenuta del 21%;
  3. rilascio a chi affitta la Certificazione Unica (CU) annualmente con gli importi percepiti e le ritenute effettuate.

Affitti Brevi Cedolare secca al 21%: da quando entra in vigore?

Da quando entra in vigore la Manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017? Questa novità si applica a partire dal 1 giugno 2017, ovvero sui contratti stipulati a partire da tale data, senza necessità che venga emanata una apposita circolare operativa dell’Agenzia delle Entrate. Le sanzioni per l’intermediario inadempiente ammontano a 2.000 euro.

Per maggiori informazioni consultare il Testo del Dl 50/2017 del 24 aprile su Gazzetta Ufficiale. 

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