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Alessandro Narducci morto: ecco chi era lo chef italiano deceduto in un terribile incidente stradale

Dramma nel mondo della ristorazione italiana: è morto, nella notte, il giovane chef italiano Alessandro Narducci. Promessa dei fornelli del Bel Paese, è deceduto in un incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Roma su Lungotevere della Vittoria, in zona Prati. Vittima dello scontro anche una ragazza che viaggiava assieme a Narducci, Giulia Puleo, a bordo di uno scooter. Secondo la ricostruzione, il mezzo di Narducci si è scontrato con un’auto all’una della scorsa notte, alla cui guida c’era un uomo di 30 di anni, ricoverato in codice rosso al Gemelli. Dopo l’impatto, avvenuto intorno all’una, la macchina ha colpito tre veicoli in sosta. Richiesti gli accertamenti su assunzione droghe e alcool per il conducente della macchina. Sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire la dinamica dell’incidente. Ma chi era lo chef romano Alessandro Narducci? 

Chi era Alessandro Narducci, lo chef italiano morto in un terribile incidente

«Io so’ da bosco e da riviera, come devo dì?». Così Alessandro Narducci, cuoco classe 1990, per dire che il cuore gli è rimasto semplice, da ragazzo di borgata anche adesso che è di casa a piazza del Popolo oltre che socio alla pari di Acquolina con Angelo Troiani, signore di lungo corso della ristorazione capitolina e suo maestro. Come si legge su Identità Golose, Alessandro da ragazzetto preparava la cena a mamma e papà di ritorno dal lavoro. «Io so’ contento se faccio contenti gli altri, è il segreto del fare bene il nostro mestiere. Quando capì verso dove spingeva la mia curiosità, mia madre mi iscrisse a un corso di sommelier. È stato attraverso quello che ho educato il mio palato, ma anche imparato storia e geografia».  diceva il giovane Narducci.

Alessandro Narducci, la storia di uno chef promessa della cucina italiana

Nel 2015, Alessandro Narducci rientra dall’ingresso principale di casa Troiani: la giacca in serbo per lui è quella da executive di Acquolina. Cucina semplice, mano elegante, legata stretta alla memoria dei luoghi, ai ricettari di Carnacina declinati al presente. Materia povera, servita al centro della scena capitolina. Un piatto di “bosco e di riviera”, tornando a bomba. Su queste basi si è cementato il rapporto con Angelo Troiani, che ad aprile 2017 è diventato un patto societario fra allievo e maestro. Poi il tragico epilogo nella notte del 22 giugno 2018…

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