in ,

Alessio Praticò, Il Cacciatore: “Sono ingrassato quattro chili per interpretare Enzo Brusca”

Chi è Alessio Praticò, uno dei protagonisti de Il Cacciatore? Nato a Reggio Calabria l’8 maggio 1986, Alessio Praticò è un giovane attore laureato in Architettura e diplomato presso la
Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova. A teatro lo abbiamo visto in Fratelli di Sangue di Axel Hellstenius, regia di Mauro Parrinello; Un Cappello di Paglia di Firenze di Eugene Labiche e Marc Michel, per la regia di Anna Laura Messeri; Sogno di Una Notte di Mezza Estate di William Shakespeare, per la regia di Massimo Mesciulam. Al cinema, invece, ha preso parte nel film Antonia, opera prima di Ferdinando Cito Filomarino ed è stato il protagonista maschile di Lea di Marco Tullio Giordana. In televisione, prima di approdare su Rai 2, ha fatto parte del cast di Solo per la regia di Michele Alhaique e The Young Pope di Paolo Sorrentino. UrbanPost lo ha intervistato in esclusiva per scoprire qualcosa di più sulla nuova fiction liberamente tratta dal libro
Cacciatore di Mafiosi” di Alfonso Sabella e sul suo personaggio: Enzo Brusca.

Come sei entrato a far parte del cast de Il Cacciatore? 

Sono entrato a far parte del cast de Il Cacciatore facendo ben tre provini. Inizialmente avevo fatto il provino per il ruolo di Giovanni, però cercavano un attore più grande a livello anagrafico quindi ho fatto il provino per il ruolo del fratello e sono stato scelto e sono entrato a far parte del progetto di serie. 

Cosa ci puoi raccontare del tuo personaggio? 

Il mio personaggio ha tantissime sfumature e molteplici contrasti. Vive all’ombra del fratello più grande, Giovanni. Questi, un po’ per proteggerlo, un po’ perché non si fida totalmente del minore, lo lascia fuori dai giri loschi, non lo coinvolge nei suoi traffici illeciti o comunque cerca di tenerlo lontano il più possibile. Più che altro però Giovanni non si fida del fratello e al mio personaggio questa cosa da molto, molto fastidio. Lui vuole essere protagonista, vuole piacere al fratello da questo punto di vista. Fondamentalmente però il mio personaggio è una persona che si trova in un determinato mondo perché, sì vuole piacere al fratello, ma  perché c’è nato. In una sua dichiarazione in uno dei processi si legge che lui a Carnevale si era travestito da poliziotto, ma suo padre appena lo aveva visto lo aveva preso a schiaffi. Lui ha raccontato di essere nato in una famiglia dove il nonno era mafioso, il padre era mafioso, il fratello era mafioso. Cosa poteva fare lui? Destino segnato? Sì. Credo che sia uno dei pochi, anche a detta di Alfonso Sabella, che si sia realmente pentito per le cose crudeli che poi ha compiuto. Questo mi ha permesso di poter lavorare anche su un aspetto “umano”. (Stiamo sempre parlando di persone negative quindi metterei tra virgolette umano). Siccome si tratta di una serie tv abbiamo lavorato anche sulle sfaccettature dell’essere umano e non sullo stereotipo. Questo è stato a mio avviso un lavoro davvero molto interessante oltre a quello fatto sul linguaggio. I vari personaggi, infatti, parlano un dialetto specifico, una sorta di palermitano. In realtà non è proprio palermitano perché i due fratelli sono originari della provincia di Palermo. Abbiamo avuto un coach che ci ha seguiti e abbiamo studiato proprio l’accento. Ci sono diversi momenti in cui parliamo proprio in dialetto. 

Come ti sei approcciato al personaggio, come ti sei preparato? 

Intanto mi hanno chiesto di ingrassare. Ho preso tre, quattro chili più o meno. Poi oltre al lavoro linguistico beh … sai quando affronti personaggi del genere, personaggi che non sono frutto della fantasia e che sono persone che vivono tutt’ora, ma anche personaggi soprattutto che sono negativi, il compito di un attore, a mio avviso, è quello di non giudicare mai il personaggio che vai ad interpretare. Quello che devi fare, quello che ho fatto io è portare avanti l’obiettivo del personaggio, nel caso di Enzo Brusca si tratta della sua verità. Fondamentalmente il cattivo non sa di essere il cattivo. La denuncia di essere cattivo noi lo evinciamo dai comportamenti, dai fatti. Nella sua vita, però, avrà detto buongiorno a qualcuno, sarà stato gentilissimo con qualcuno in determinate situazioni. Le azioni compiute in altri momenti, però, sono inqualificabili e non c’è un aggettivo per definirle. 

Hai studiato tutte le carte dei processi? Hai letto tutto il materiale a disposizione? 

Sì, però dato che non è un documentario, ma una serie che si ispira a questi fatti, è giusto che l’attore lavori su una parte anche creativa rispetto al personaggio. L’attore racconta il personaggio, ma non potrà mai essere quella cosa lì. Nonostante ciò durante la conferenza stampa Alfonso Sabella si è complimentato con me e mi ha detto: “Guarda è come se avessi visto lui”. Per me è un segnale positivo, un segnale che mi dice che ho fatto un bel lavoro.
In passato avevo già interpretato ruoli abbastanza complessi perché avevo interpretato Carlo Cosco nel film di Marco Tullio Giordana intitolato Lea. Ormai quindi penso proprio di aver capito come affrontare questi personaggi negativi dove non c’è la volontà di renderli ‘fighi’ anche perché nella narrazione appaiono per il loro essere miseri. Sono persone che passano da un luogo all’altro per nascondersi quindi anche tutto quello che fanno per fama  e soldi alla fine non serve a nulla. Non si godono nulla, sono sempre in fuga, non vivono. 

Quale è stata la difficoltà maggiore che hai incontrato?

In realtà la ‘difficoltà’, che poi è stata anche una scoperta, è che io sono figlio unico e quindi cercare di creare l’empatia e anche il contrasto con il ‘mio fratello’ ovvero l’altro attore che interpretava il fratello del mio personaggio, all’inizio è stata una cosa nuova. Non dico difficile, ma una cosa che ho assimilato pian piano. 

Altri progetti? 

Non so ancora quando, ma deve uscire la nuova serie di Sky intitolata Il Miracolo, per la regia di Francesco Munzi e di Lucio Pellegrini. Interpreto un personaggio molto interessante che si chiama Salvo. Si tratta di un giovane padre di famiglia che deve affrontare una prova abbastanza complessa. Non posso svelare oltre, ma si tratta di un altro prodotto che ho avuto il piacere di poter girare. E’ sicuramente qualcosa di nuovo nel panorama italiano. Nel prossimo futuro quasi sicuramente ci sono dei progetti a teatro. Avendo studiato alla Scuola del Teatro stabile di Genova la base è quella: il teatro. E’ sempre bello poter fare questo lavoro in qualunque luogo e in qualunque modo, però il teatro è il primo amore. 

C’è un ruolo che ti piacerebbe interpretare e che sarà nei tuoi obiettivi futuri? 

Mi piacerebbe interpretare, anche se a teatro comunque l’ho fatto, nell’ambito del cinema o della televisione, un personaggio all’interno di una commedia. Mi piacerebbe mettermi alla prova con qualcosa di più leggero e divertente. Sono contentissimo del percorso che ho fatto, ma ho sempre interpretato personaggi o negativi o personaggi che devono affrontare un dramma e vorrei potermi confrontare con un genere come la commedia. 

ximena news marito

Ximena Garcia trovata morta: la sorella non crede al suicidio

Jeremias Rodriguez

Uomini e Donne trono classico: assurda richiesta di Jeremias Rodriguez