di Antonio Paviglianiti in ,

Alien Covenant recensione: Ridley Scott diventa “un bello che non balla”


 

Alien Covenant recensione, il nuovo film di Ridley Scott è un bello che non balla. Ecco perché ha deluso le aspettative dei fan della trilogia di fantascienza

Alien Covenant è al cinema in Italia da giovedì 11 maggio 2017. Si tratta di una delle pellicole più attese di maggio 2017 e che conquisterà parecchia attenzione ai botteghini di tutto il mondo in queste due settimane, in attesa dell’uscita di Pirati dei Caraibi 5 con Johnny Depp. Alien Covenant, il cui protagonista è Michael Fassbender, stecca e delude sotto diversi aspetti. Convince per altri. Ma la bilancia tra pro e contro pende per il secondo braccio. Motivo? Chi ha visto Alien del 1979 e seguito Prometheus del 2012 si aspettava maggiori risposte. Invece, Alien Covenant è un film apparentemente privo di un filo conduttore: chiunque potrebbe gustarsi il nuovo film di Ridley Scott senza vedere le due pellicole precedenti. Ed è proprio questo il tallone d’achille della pellicola di fantascienza e horror proiettata nelle sale italiane da giorno 11 maggio 2017: la trama inconcludente e inconsistente.

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Ogni tanto ci ricordiamo che stiamo guardando un sequel solo per alcuni rimandi a Prometheus. In Alien Covenant ci troviamo dieci anni dopo gli eventi accaduti nel film realizzato nel 2012. L’astronave trasporta 2.000 coloni, più un certo numero di embrioni, in direzione di un pianeta dalle caratteristiche idonee alla colonizzazione da parte degli umani. I membri dell’equipaggio, risvegliati anzitempo dal sonno criogenico sono costretti a rivedere i piani di navigazione a seguito di una tempesta magnetica. Questi intercettano una misteriosa interferenza audio da un pianeta molto vicino, mai individuato in precedenza, ma che sembra potenzialmente abitabile. Ad attenderli, sulla sua superficie, ci saranno i resti di una nave aliena e alcune sgradite sorprese.

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Ridley Scott in Alien Covenant è un “bello che non balla”. Ha un budget a disposizione da capogiro e delle invenzioni degli anni duemila che potrebbe sfruttare molto meglio. Invece, di tanto in tanto, sembra di essere tornati indietro di decenni: Alien Covenant sembra un sequel del primo capitolo ma solo per l’anno di produzione. A tratti, infatti, i piani sequenza e la fotografia appaiono fin troppo vecchi per il cinema attuale. Cosa convince? La parte splatter perché di horror è impossibile parlare: c’è tanto sangue in Alien Covenant ma poca, pochissima paura da incutere nello spettatore. E all’uscita dalla sala cinematografica tutti si chiederanno? “Ma quindi, cosa ci ha detto di nuovo?”

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