di Stephanie Barone in

Alimentazione e colori, rosso sì verde no: l’istinto primitivo ci aiuta a scegliere cosa mangiare



 

E’ l’istinto primitivo che ci aiuta a scegliere cosa mangiare: uno studio di SISSA spiega il “codice colore”, ovvero un semaforo che ci induce a mangiare cibi rossi e non verdi.

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“Rosso è buono, mangialo. Verde no, lascia stare”. Sembrerebbe questa la conclusione alla quale sono giunti alcuni ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, grazie ad uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports che spiegherebbe come la vista sarebbe il senso principale che ci guida nelle scelte alimentari. Insomma per valutare se l’apporto calorico dei cibi è alto e quindi utile per il nostro organismo, il cervello si baserebbe su un “codice colore”, appunto rosso sì, verde no.

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“Secondo alcune teorie il nostro sistema visivo si è evoluto per identificare facilmente bacche, frutta e verdura particolarmente nutrienti nel mezzo del fogliame della giungla” spiega Raffaella Rumiati, neuroscienziata della SISSA e coordinatrice dello studio. Insomma il “codice colore”, che ci permetterebbe di distinguere gli alimenti più ricchi e sostanziosi da quelli più leggeri, avrebbe origini antichissime, primitive, antecedenti alla scoperta del fuoco e quindi anche alla cottura dei cibi. E’ probabilmente per questo motivo che il cervello, secondo lo studio, continua a riconoscere il rosso come colore per determinare un alimento più ricco anche quando ci si riferisce a cibi cotti e per i quali il colore diventa meno determinante per distinguerli. “Nel caso del cibo cotto però la dominanza rosso/verde non offre più un’informazione affidabile, quindi si potrebbe pensare che il cervello non applichi questa regola ai cibi processati. Questo però non è vero e dunque ci suggerisce la presenza di meccanismi evolutivi molto antichi, precedenti all’introduzione della cottura”.

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Singolare in questa ricerca portata avanti alla SISSA è anche il fatto che la preferenza dell’occhio umano verso il rosso invece che per il verde si limita al prodotti commestibili, andando a valorizzare ancor più la teoria del “codice colore”. “La preferenza del rosso sul verde non si osserva con oggetti non commestibili” ha spiegato la Rumiati; “Questo significa che il codice colore del sistema visivo si attiva, correttamente, solo con gli stimoli alimentari”. Una notizia che certamente potrebbe influenzare il mercato alimentare ma soprattutto aiutare le campagne per un’alimentazione più sana: il colore potrebbe diventare un incentivo per far scegliere cibi più salutari.

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