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Alla scoperta della Roma sotterranea: la Necropoli di San Paolo


 

Continua il nostro viaggio insieme all’associazione “L’Asino d’oro” alla scoperta dei gioielli di Roma. Questa volta, prendendo in esame una delle tante meraviglie della ‘Città Eterna’, si analizzano le bellezze della Necropoli di San Paolo.

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Accanto alla Basilica di San Paolo fuori le Mura e proprio lungo la via Ostiense, a circa 2 km di distanza dalle Mura Aureliane e da Porta Ostiense – oggi Porta San Paolo – si apre uno dei sepolcreti più interessanti della storia di Roma, per la sua rilevanza archeologica ovviamente, ma anche perché considerato dalla tradizione cristiana il luogo in cui fu sepolto lo stesso apostolo. Nella piccola area archeologica presente oggi nel Parco Shuster, è possibile ammirare un interessante necropoli romana, con sepolture databili dal I secolo a.C. fino al IV secolo d.C., documentando il passaggio tra l’uso del rito funerario dell’incinerazione e quello dell’inumazione.

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I primi ritrovamenti nell’area risalgono già alla fine del Settecento, ma solo negli anni Trenta del Novecento l’intera zona fu interessata da scavi archeologici sistematici che misero in luce diverse tombe, alcune delle quali ben conservate. Tra queste spiccano i cosiddetti colombari, camere ipogee dove si susseguono su più file, piccole nicchie contenenti da due a tre olle cinerarie. Questo tipo di strutture, simili ai nidi delle colombe – da qui il nome di colombari appunto –  ebbero un notevole incremento tra il I sec. a.C e il I sec. d.C., quando cioè la popolazione di Roma aumentò a tal punto da rendersi necessario uno sviluppo intensivo anche delle aree cimiteriali. Non solo colombari però, ma anche tombe a camera, solitamente costruite in laterizio e divenute molto frequenti nel II secolo d.C. Qui, al loro interno, si trovavano alcuni importanti arredi, come banchine disposte lungo i lati, incassi per i sarcofagi, piccoli altarini, pozzi per le abluzioni rituali, ma anche resti di intonaco dipinto e decorato con motivi vegetali, animali e a volte mitologici. Il colore predominante nelle aree cimiteriali dell’antica Roma era il bianco, solitamente utilizzato nello sfondo, mentre assai più vivaci e colorati (verde, rosso, ocra, ecc.) potevano essere i soggetti raffigurati.

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Nella necropoli si possono poi ammirare i resti di numerosi sarcofagi, alcuni in marmo assai decorati, altri – la maggior parte – in terracotta, attestando quindi un uso della necropoli da parte di persone abbienti – probabilmente liberti che avevano raggiunto un discreto livello economico – e di altre invece di più bassa estrazione sociale. Si deve inoltre pensare che la popolazione più indigente veniva seppellita spesso senza nessuna cassa, ma direttamente nella terra, ricoperta solo di tegole. Durante gli scavi, sono emerse inoltre numerose are funebri, piccoli altarini che avevano lo scopo di segnalare in superficie le sepolture: spesso iscritte con il nome del defunto, in alcuni casi presentavano anche con le indicazioni del mestiere svolto in vita e delle qualità morali dell’uomo o donna lì sepolti.

Roma

Le variegate tipologie funerarie attestate dalla necropoli, documentano come per i romani fosse abbastanza indifferente optare per l’incinerazione o l’inumazione dei propri defunti, sebbene da un secolo all’altro si possano notare preferenze più per una o per l’altra tipologia. Il vero cambiamento in favore dell’inumazione si ha per esempio con il diffondersi del Cristianesimo, che per ragioni religiose esige la sola inumazione. L’importanza di questo piccolo luogo nascosto ai più e dunque straordinaria, oltre a trovarsi a pochi metri dalla seconda più grande basilica del mondo dopo quella di San Pietro. Inoltre, sempre secondo la tradizione cristiana, oggi il sarcofago di Paolo si troverebbe proprio sotto l’altare maggiore della basilica, costruita dallo stesso Costantino per onorare il luogo di sepoltura di Paolo, che venne giustiziato tra il 64 e il 67 d.C. nella vicina zona delle Tre Fontane.

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

foto credit:
Necropoli 01: http://archeotrip.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/20160216_095744.jpg
Necropoli 02: http://archeotrip.altervista.org/wp-content/uploads/2016/02/20160216_100427a.jpg
Necropoli 03: http://www.sovraintendenzaroma.it/var/sovrintendenza/storage/images

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