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Allarme Pensioni 2018, senza riforme debito pubblico al 150% del PIL

È allarme pensioni: la simulazione del DEF progettata ieri dà un quadro preoccupante dello scenario italiano. E il ministro dell’Economia, Padoan, evidenzia come la forbice di disuguaglianza sia aumentata: “Si tratta di una delle conseguenze profonde e più drammatiche della crisi altrettanto profonda che ha attraversato la nostra economia negli anni della recessione” ha osservato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Che ha aggiunto come: “È sicuramente un aspetto estremamente importante che deve essere oggetto di strategia di politica economica e sociale da subito.” Il quadro presentato da Il Sole 24 Ore non fa dormire sonni tranquilli.

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Allarme Pensioni 2018, la simulazione del DEF presentato da Il Sole 24 Ore

Allarme Pensioni 2018, in particolare le previsioni del DEF, senza le riforme adottate, farebbero arrivare la curva del debito/Pil al 250% subito dopo il 2040 e al 300% nei dieci anni successivi. Le stime sono realizzate al netto degli interventi varati con le ultime due leggi di Bilancio  che hanno innescato nuova spesa pensionistica. Nelle nuove previsioni la spesa per le pensioni rimarrebbe al di sotto del 16% del Pil fino al 2025 (15,8%) per poi salire al 16,7% nel 2030 e al 18,2% nel 2040. Sempre secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Def adotta lo scenario messo a punto dall’EPC-WGA (Economic Policy Committee – Working Group on Ageing) per il round 2018. Va sottolineato – si legge nel Def – che il picco di spesa pensionistica del 2040 risulta “sensibilmente meno elevato secondo lo scenario nazionale elaborato dalla Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui tale picco sarebbe pari al 16,2 per cento del Pil, ovvero solo 1,1 punti di Pil al di sopra del livello previsto per il 2021.”

Pensioni 2018, liquidazioni primo trimestre: i numeri dell’INPS

Ieri Inps ha reso noto che nel primo trimestre 2018 sono state liquidate 110.997 pensioni, con un calo dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2017. Quest’anno è scattato l’aumento dell’età di pensionamento di vecchiaia per le donne del settore privato con l’equiparazione con gli uomini a 66 anni e sette mesi. Per le pensioni di vecchiaia sono state liquidate nel complesso nel trimestre 29.554 pensioni con un calo del 14,4% sul primo trimestre 2017. Diverso, invece, l’andamento della spesa socio-assistenziale, che rimarrebbe invece piatta all’1% del Pil fino al 2035-2040. Un andamento quest’ultimo da confrontare, a sua volta, con i dati che arrivano dal primo allegato con gli indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes), al debutto da quest’anno per misurare gli effetti delle politiche andando oltre la crescita del prodotto in termini reali.

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