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Allarme Ragno violino Italia, dove si trova e conseguenze: “Se ti punge finisci d’urgenza in ospedale”

È allarme “ragno violino” in Italia. Dopo i casi di Milano, adesso questa ‘terribile bestia’ arriva a  Roma sud: basta una sua puntura per finire d’urgenza in ospedale. Si chiama Loxosceles rufescens, viene descritto dagli esperti come piccolo e giallognolo, a tratti marrone. Le sue dimensioni possono arrivare a una lunghezza che varia dai 7 ai 10 millimetri circa.  Si tratta di un aracnide molto timido che raramente attacca. Si chiama così per una sorta di disegno nerastro sull’addome, dalla forma simile allo strumento da cui prende il nome. Questa è la stagione preferita del cosiddetto “ragno violino”, in quanto calda e afosa.

Dove vive in Italia il Ragno Violino

La distribuzione di Ragno Violino nel nostro Paese è varia. In pianura padana e nelle regioni più fredde, il ragno violino è più raro mentre si trova facilmente lungo le coste tirreniche, adriatiche e ioniche. In Sicilia, Sardegna e nelle isole minori è molto comune. Il vero problema è che si trova molto vicino alle aree urbane e, temendo il freddo, spesso finisce nelle nelle abitazioni, quasi invisibile. In casa il ragno di giorno vive nascosto in luoghi come fessure, battiscopa, retro dei mobili, scatole, ceste di legno, ma anche e soprattutto in mezzo alla biancheria. Le dimensioni del ragno sono di 7 millimetri per il maschio e 9 per la femmina.

Ragno violino morso: quali le conseguenze?

Il ragno violino è una specie molto velenosa, il morso è indolore e la zona della pelle che viene punta all’inizio non manifesta subito alterazioni o segni. Nell’arco delle ore successive al morso la zona punta può diventare rossa e formicolante. Il ragno violino con il suo morso può veicolare batteri anaerobi che complicano il decorso della lesione. Nei casi più gravi i batteri possono causare la liquefazione dei tessuti.

Il parere degli esperti sul Ragno Violino

«È una brutta bestia: se vuole, sa far male – spiega a Il Messaggero l’infettivologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – generalmente non attacca perché tende a restare in disparte ma, se si incattivisce, è pericoloso. Un suo morso può portare prurito e arrossamenti ma anche allergie e bruciori. Non solo, se intervengono batteri anaerobi si possono anche creare danni alla cute, danni muscolari e ai reni. I sintomi si manifestano entro due giorni dalla puntura: a quel punto è indispensabile correre in ospedale. È importante prendere l’animale, anche morto e schiacciato, o fargli una foto per mostralo poi al medico a cui ci si rivolge. Il mio consiglio è di andare subito in una struttura ospedaliera con un centro anti-veleni»

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