di Stephanie Barone in , , ,

Allattamento al seno consigli utili: dalla nutrizione dei gemelli alle emergenze, i casi particolari svelati dall’ostetrica


 

Come nutrire con il latte materno i gemelli o i neonati prematuri in modo efficace? E se i bambini hanno una malformazione? L’ostetrica Noemi Jennifer Colombo svela alcuni consigli utili per risolvere i casi particolari dell’allattamento al seno

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Per il nuovo appuntamento con la rubrica di Urban DonnaL’ostetrica svela che…” la dottoressa Noemi Jennifer Colombo svela i tanti casi particolari in cui l’allattamento al seno è più difficoltoso del normale, ma non impossibile. In tutto il mondo infatti vi possono essere situazioni fuori dalla norma che rendono più difficile l’allattamento, anche se rimane l’alimentazione ideale per l’infante. In questo articolo vi svelerà alcuni casi particolari in cui l’allattamento al seno è possibile anche se potrebbe richiedere qualche sforzo in più.

della Dottoressa Ostetrica Biologa Noemi Jennifer Colombo

Allattamento al seno: consigli utili per i casi particolari

Partiamo dalle situazioni in cui il neonato è nato prematuro ed è ricoverato in terapia intensiva. In questi casi spesso ci sentiamo dire che non possiamo offrirgli il seno perché il bimbo è troppo piccolo o malato per poter reggere una poppata continua, ma non per questo dobbiamo rinunciare a dargli il nostro latte, che come ho già detto nel precedente articolo sul neonato prematuro, è l’alimento migliore per lui. In questi casi sarà importante prima di tutto un forte sostegno sia da parte dei familiari che del personale di reparto. Se il bimbo è davvero troppo piccolo ma soprattutto non abbastanza in forze per poppare, faccio notare che secondo l’OMS l’allattamento al seno non è più stancante del nutrimento al biberon quindi è importante avere un parere da parte di un esperto per sapere se l’alimentazione al seno non è da proporre, sarà utile usare un tiralatte per raccogliere il latte da lasciare in ospedale che lo userà per nutrire il piccolo. Se il neonato invece può poppare allora si potrà sfruttare il contatto pelle a pelle per offrirgli il seno ed alimentarlo direttamente con il proprio latte.

Un’altra situazione particolare, ma non patologica è l’allattamento dei gemelli. Anche con i gemelli come con un singolo neonato, l’inizio dell’allattamento può essere difficoltoso ma non impossibile; in base alla richiesta di latte il seno ne aumenta o diminuisce la produzione, quindi se molto stimolato, come nel caso dei gemelli, il latte sarà prodotto in quantità sufficiente per entrambi. Ovviamente, come abbiamo visto nell’articolo sull’allattamento al seno, per una buona stimolazione bisognerà assecondare la richiesta dei neonati e farsi aiutare in caso di necessità per non passare ad un allattamento misto tra latte materno e artificiale che spesso porta ad una diminuzione dell’allattamento al seno fino a passare completamente all’artificiale. Per alimentare i gemelli non è necessario farlo prima con uno e poi con l’altro, bensì vi sono posizioni che permettono un allattamento detto in tandem in cui entrambi i neonati vengono attaccati al seno e alimentati insieme.

Un altro allattamento in tandem è quello che viene fatto in gravidanza o con bambini di età differenti. Quando una mamma è ancora in allattamento e scopre di aspettare un bambino spesso le viene detto di interrompere l’allattamento; se la gravidanza è fisiologica invece non è necessario interrompere l’alimentazione al seno, si può tranquillamente proseguire e alla nascita del secondo bimbo entrambi i figli potranno essere alimentati al seno senza che vi siano rischi per uno o l’altro. L’unica cosa che cambierà è che aumenterà la produzione di latte per poter alimentare entrambi i bimbi e i primi tempi saranno di assestamento per poter ripristinare nuove dinamiche familiari e di alimentazione. Le madri che allattano, se stimolano in modo adeguato il seno e sono ben sostenute da operatori, familiari e amici possono produrre latte a sufficienza per due ma anche tre bimbi.

Durante le situazioni di emergenza, come le scosse di terremoto che si sono verificate e tutt’ora stanno interessando il centro Italia, per un neonato è ancora più importante una cura attenta e sicura da infezioni e malattie. Durante le scosse di terremoto le falde acquifere possono venire contaminate e quindi possono rendere poco sicura l’acqua usata per la preparazione del latte artificiale: l’allattamento al seno rimane quindi il modo più sicuro per alimentare l’infante. Oltre ad evitare il rischio che ingerisca acqua contaminata verrà protetto maggiormente da infezioni e malattie che in situazioni di disagio trovano una più facile diffusione.

Allattamento al seno, consigli utili: se ci sono degli impedimenti fisiologici

Se invece la mamma è stata operata al seno, per ricostruzioni o per qualche patologia, la situazione andrebbe valutata da un operatore esperto. Questo perché durante l’operazione potrebbero esser stati recisi vasi o dotti, oppure il tessuto fibroso e cicatriziale formatosi dopo l’intervento potrebbe impedire il corretto drenaggio del seno. Sarà quindi utile rivolgersi ad un’ostetrica che possa controllare la salute del seno ed il corretto avvio dell’allattamento.

Vi sono casi di malformazioni della bocca del bimbo; è il caso della labiopalatoschisi, ovvero una patologia congenita che porta ad un non corretto sviluppo del labbro superiore e del palato del bambino che esiste in forme differenti più o meno gravi dove la malformazione può interessare anche solo il labbro o il palato. Anche in questo caso, dove l’operazione che servirà per richiudere il labbro ed il palato del bimbo non viene eseguita subito per motivi clinici e di corretto sviluppo dell’apparato, l’allattamento del bimbo è possibile grazie all’uso di protesi momentanee oppure, nel caso in cui la malformazione interessi solo il labbro (labischisi) la mamma potrà usare un dito per chiudere quella parte di labbro che non si è formata.

Allattamento al seno: quando è la mamma ad essere impossibilitata

Vi sono infine casi in cui l’allattamento al seno non è consigliato ad esempio se una madre è HIV positiva, oppure per alcune patologie metaboliche del neonato che lo rendono allergico o intollerante ad alcune componenti del latte. In questi casi il Sistema Sanitario stesso fornisce delle esenzioni che facilitino la famiglia all’acquisto di latte artificiale specifico per questi neonati. I casi in cui la mamma non può effettivamente allattare sono molto pochi; la patologia che porta la madre a non produrre latte, detta agalattia, è molto rara ed interessa solo il 2% delle donne. Con questo non sono a condannare le donne che scelgono di non allattare, anzi secondo me è molto importante che qualsiasi scelta sia fatta nell’interesse e salute del bambino, ma anche della madre. La cosa importante è che una donna faccia una scelta o l’altra basandosi su informazioni che hanno basi scientificamente provate e che non si ritrovi a smettere di allattare per motivazioni che non hanno alcun fondamento. L’avvio dell’allattamento non è facile ma una volta superato porterà benefici sia al bambino che alla madre.

L’ostetrica risponde anche alle domande delle nostre lettrici, che possono contattarla all’indirizzo mail ostetrica@urbanpost.it.

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