di Michele Iacovone in

Allergie estive: eccone 5 sulle quali fare più attenzione


 

Le allergie estive possono compromettere le nostre vacanze e il nostro benessere: eccone 5 sulle quali fare molta attenzione

Allergie estive, eccone 5 su cui fare maggiore attenzione

Le allergie estive possono essere un vero problema durante la stagione calda. Non appartengono solo alla primavera o all’autunno, anzi, possono rovinare facilmente le vacanze se non si prestano le dovute attenzioni. Le più comuni sono 5 e a mettere in guardia la popolazione ci ha pensato Marzia Duse, presidente della società italiana Allergologia e Immunologia.

Le allergie estive sulle quali fare attenzione sono dunque cinque: acari, polvere, frutti di mare, pesche e ambrosia. In prima fila come pericolosità ci sono le punture di vespe, api e calabroni, che possono spuntare fuori non appena ci si accampa per un pic-nic all’aria aperta o quando si va al mare o in piscina. Come ha spiegato Marzia Duse: “Le allergie d’estate non vanno in vacanza, anzi colpiscono all’improvviso proprio perché in una stagione in cui non sono attese. In Italia, 9 persone su 10 vengono punte da un imenottero almeno una volta nella vita e il 5-10% sviluppa una reazione anafilattica, più frequente tra gli adolescenti“.

Anche crostacei di vario tipo possono dare sintomi allergici a causa del contenuto di allergeni e spesso i casi aumentano proprio in estate, quando se ne consumano molti di più. Dunque sarebbe meglio evitare di camminare nell’erba a piedi nudi, avvicinarsi ai fiori per odorarli e, in caso di pranzo o cena all’aperto, coprire bene bibite e cibo. Le conseguenze di alcune di queste allergie possono variare dal semplice prurito o rossore allo shock anafilattico. Come ha sottolineato l’esperta: “I sintomi sono in genere un senso di prurito in gola, normalmente non grave. Per evitarlo, vanno consumate sbucciate perché nella buccia si concentrano le sostanze allergizzanti“.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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