di Andrea Monaci

Amianto, la Fabbrica della Morte in Sicilia


 

110 dipendenti su 218 della Sacelit, azienda di San Filippo del Mela, sono morti. Poi hanno perso la vita le mogli e la figlia di tre lavoratori della fabbrica: lavavano senza protezioni gli indumenti contaminati dall’amianto all’interno dell’azienda messinese

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Dopo Casale Monferrato, San Filippo del Mela: un caso forse poco conosciuto ma altrettanto drammatico. 11o operai su 218 della Sacelit, azienda che produceva manufatti in cemento ed amianto per la costruzione. Ma al dramma delle morti delle maestranze, tutte provocate da patologie collegate all’esposizione prolungata all’amianto, ora si aggiunge anche quello dei familiari.

L’ultimo dipendente della Sacelit a spegnersi è stato un uomo di 74, ex dipendente della fabbrica degli orrori di San Filippo Mela, morto lo scorso 7 dicembre per asbestosi pleurica, insufficienza respiratoria e due tumori, alla prostata e alla vescica.

Sabato invece la strage della Sacelit ha mietuto una nuova vittima, questa volta tra i famigliari degli impiegati. Si tratta infatti della figlia 43enne di uno dei dipendenti dell’azienda, cui era stata diagnostica una grave patologia polmonare. Anche le mogli di due operai erano decedute a causa di patologie connesse alla vicinanza con l’amianto: lavavano gli indumenti dei mariti senza alcuna precauzione.

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