di Michele Iacovone in ,

Amici 16, Celentano e il commento a Vittoria: attenzione alla banalità del politically correct


 

La questione Celentano e Vittoria nel programma Amici di Maria De Fillippi sta sfuggendo di mano: i disturbi alimentari e l’anoressia non devono essere strumentalizzati per fare polemica da bar, altrimenti il politicamente corretto fa più danni di quanti già non ne faccia

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Alessandra Celentano è finita al centro delle polemiche e della rete dopo la sua sfuriata nei confronti di Vittoria ad Amici 16 di Maria De Filippi: durante il corso della puntata ha definito la 21enne in sovrappeso, scatenando anche le ire della deputata cinque stelle Chimienti. Attenzione, però, perché il politicamente corretto potrebbe sfuggire di mano. Banalizzare la questione e chiamare in causa anoressia e disturbi alimentari significa intraprendere un terreno tortuoso, con mille sfumature. Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi fenomeni, come quello delle modelle curvy in contrapposizione alle classiche top model e modelle alte e slanciate.

Il problema risiede proprio nel chiacchiericcio circostante, nel parlottare e rischiare di banalizzare un disturbo, quello alimentare, molto più complesso. L’equazione modelle=anoressia è sbagliata, affermare che bulimia, anoressia e pessimo rapporto con il cibo siano colpa ed esclusività dello show business e dell’immagine che il mondo dello spettacolo proietta verso la ‘massa’ è un riduzionismo che manca di rispetto a chi ne soffre. Solo in Italia, dai disturbi alimentari ne sono afflitte 3 milioni di persone e negli ultimi anni si sta manifestando un disturbo dell’alimentazione simile anche negli uomini, la bigoressia, il bisogno di ingrossare il proprio fisico rendendosi un odierno Swarzenegger.

Non a caso, tra i malati psichiatrici, il disturbo dell’alimentazione è in cima alle cause di morte. Questo a sottolineare che il disagio è molto più profondo, meno corporale e più mentale. Esistono persone che tengono alle loro forme, curano il proprio corpo, ma ne esistono altre che ne fanno un’ossessione. Capire da quale parte stia pendendo l’ago della bilancia non è un lavoro semplice e di certo non compete a chi si lancia in discussioni da bar. Esistono professionisti in grado di capire quale sia il disagio del paziente. Una persona molto magra non per forza potrebbe essere anoressica, mentre chi sembra in salute potrebbe invece nascondere un profondo malessere.

A tutto questo fa eco il voler difendere a tutti i costi, perché così si appare buoni, cari e corretti. Corretti? Direste mai a una persona obesa di scalare una montagna? Direste mai a un peso piuma di darsi al sollevamento pesi? No, e per quale motivo? Semplice: non ha il fisico adatto, come non ha il fisico adatto una persona sovrappeso che vuole fare la ballerina di danza classica. Servono determinate forme fisiche per determinate arti e determinati sport, è innegabile. Chi si erge a protettore, bendandosi gli occhi davanti a certe ovvietà, rischia di fare più danni di quanti già non ne stia facendo il vizio del politicamente corretto.

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