di Antonio Paviglianiti in

Anac, Anticorruzione: cosa cambia adesso sulle linee guida per gli appalti?


 

Anac cosa cambia dopo il consiglio dei ministri? Ecco le nuove regole che riducono il potere di Raffaele Cantone per gli appalti e il lavoro dell’anticorruzione

Ridimensionati i poteri di Cantone. Viene ritoccata la norma sulla legge Anticorruzione e le competenze di Anac. Abrogato, con l’ultimo consiglio dei ministri, l’articolo 2 della legge.  Si tratta del passaggio del codice degli appalti che attribuisce più poteri all’Anac di Raffaele Cantone, in materia di intervento e prevenzione. Si tratta del comma 2 dell’articolo 211. Ricordiamo, infatti, che solo un anno anno fa, dopo gli scandali di Expo e Mafia Capitale, il codice era stato approvato e una legge delega conferiva tale potere. Sono stati così ridimensionati i ruolo e capacità di azione da parte dell’Anticorruzione, che consentivano di intervenire in casi di macroscopica irregolarità senza aspettare un giudice.

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  • Quali sono i nuovi poteri dell’Anac

“Qualora l’Anac, nell’esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di are invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria”. così recitava l’attuale comma 2 dell’articolo 211 della legge che regola l’Anac, ovvero l’Anticorruzione. 

“All’articolo 211 del decreto legislativo del 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni: al comma 1, primo periodo, dopo le parole ‘esprime parere’ sono inserite le seguenti: ‘previo contraddittorio’. Il comma 2 è abrogato”.  Questa la nota del Consiglio dei Ministri di oggi. 

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  • La rabbia dei Relatori

Secondo quanto riportato da Huffington Post, i relatori Stefano Esposito e Raffaella Mariani sono infuriati. “Questa soppressione è un atto grave e i responsabili devono assumersene la responsabilità. Siamo di fronte a una violazione del rapporto tra Parlamento e governo, con l’abrogazione di uno strumento innovativo, l’articolo 2 appunto, voluto dal Parlamento. Uno strumento fortemente innovativo, col conferimento all’Anac di poteri sostanziali. Chiediamo al presidente Gentiloni e al ministro Delrio che venga posto rimedio a questo blitz che qualcuno ha compiuto.”

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  • Rabbia del Movimento 5 Stelle dopo le nuove norme Anac

Tuona Roberta Lombardi, deputata del Movimento 5 Stelle: “Il comma 2 è abrogato. Molte volte i cittadini mi chiedono dove inizia la corruzione. Ecco, inizia da lì: da una semplice ed innocua frase come quella messa sopra tra virgolette –  scrive la deputata su Facebook – Un anno fa, dopo gli scandali di Expo e Mafia Capitale, veniva approvato il nuovo codice degli appalti, una legge delega che dava un importante ruolo all’Anac di Raffaele Cantone. Di intervento e prevenzione. Il passaggio del nuovo codice che attribuiva più poteri è proprio il comma 2 dell’articolo 211.”


Il Comma 2 è stato abrogato e, dunque, con: “Con un colpo di spugna l’Anac ha perso i suoi poteri. La legge è passata per il Consiglio dei Ministri che o non ha capito nulla e quindi firma segna leggere le carte oppure è complice, e infine la legge è stata firmata dal Presidente della Repubblica. Chi ha materialmente scritto quella riga di legge è sconosciuto al momento.” E la deputata si chiede: “Rimane la domanda: chi vuole depotenziare l’Anac? Che poi significa: chi vuole proteggere la corruzione in Italia a discapito dei cittadini onesti? Nel frattempo crollano ponti e cavalcavia. E tra le macerie quelle più evidenti sono quelle della dignità della politica.”

  • “Tempismo Perfetto”

“Tutto ciò emerge proprio nel giorno in cui l’Ad di Consip, Luigi Marroni, ha incontrato il presidente Cantone” È quanto affermano in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali, che rincarano: “La tempistica del provvedimento adottato dal consiglio dei ministri è quantomeno sospetta, visti i personaggi del giglio magico che sono finiti sotto la lente della magistratura, nell’inchiesta che riguarda il più grande appalto d’Europa. Non vorremmo infatti che, tutto ciò, fosse un regalo anche a coloro che sono coinvolti nella vicenda Consip che vede, fra gli altri, indagati il padre di Matteo Renzi, il ministro Lotti e i vertici dei carabinieri.”

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