di mbarbie1970

Andamento del Debito Pubblico 2012, Allarme di Banca d’Italia


 

Secondo la Banca d’Italia, che ha messo in guardia il Governo sull’andamento del debito pubblico, l’Italia deve controllare attentamente le sue finanze per garantire che il disavanzo di bilancio scenda al di sotto del 3% del prodotto interno lordo di quest’anno e più misure di austerità potrebbero essere necessarie prima del 2013.

Banca d'Italia Recessione nel 2013

Il mese scorso il governo di Mario Monti ha raggiunto un obiettivo di disavanzo nel 2012 al 2,6% del prodotto interno lordo, lontano dall’1,7% programmato, accusando una recessione più profonda del previsto. La banca centrale ha indicato che anche quest’ultimo obiettivo non sarà facile da raggiungere.
“È ‘fondamentale fare in modo che il disavanzo resti al di sotto del 3%, come concordato a livello europeo”, ha dichiarato il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi in un’audizione al Parlamento sull’ultimo piano di bilancio del governo. “Gli ultimi dati disponibili indicano la necessità di un monitoraggio costante e attento negli ultimi mesi dell’anno.”, ha detto Rossi. Nell’estate del 2011, quando gli oneri finanziari italiani hanno avuto un incremento, la Banca centrale europea ha esortato il Governo allora guidato da Silvio Berlusconi a ridurre drasticamente il disavanzo al di sotto dell’1% del PIL. Il non eletto primo ministro Mario Monti ha fissato un obiettivo del 1,6% e ha adottato misure di austerità severe poco dopo il suo insediamento a novembre 2011, ma ben presto è risultato evidente che il deficit si riduceva molto meno di quanto previsto dal suo governo tecnico.

La crisi economica e la contrazione del PIL hanno intaccato le entrate fiscali e le misure di austerità, con le conseguenti perdite di posti di lavoro e la stagnazione dei salari, sono riuscite a ridurre drasticamente la già debole spesa dei consumatori. I 121 miliardi di euro di aumenti sulle tasse, la cosiddetta manovra lacrime e sangue, e i tagli alla spesa pubblica adottati da Monti si vanno ad aggiungere ai 76 miliardi di euro già approvati lo scorso anno da Berlusconi e il suo governo. Per l’economia in Italia si prevede una flessione del PIL pari al 2,4% quest’anno e una più piccola contrazione nel 2013. Lo scostamento di bilancio è stato accompagnato da un forte aumento nelle previsioni ufficiali per il debito pubblico, che ci vede raggiungere il 126% della produzione di quest’anno, il secondo dato più alto nella zona euro dopo la Grecia.

Tuttavia gli oneri finanziari italiani sono ancora in netto calo grazie alla credibilità internazionale di cui gode Monti e ai piani della BCE per l’acquisto di titoli di stato, in modo potenzialmente illimitato, di paesi in difficoltà tra cui l’Italia. L’Italia il mese scorso ha portato il suo obbiettivo sul deficit 2013 all’1,8% del PIL, dallo 0,5%, e questo equivale a un bilancio in pareggio in termini “strutturali”, se si tiene conto degli effetti della recessione. L’ultimo piano di Bilancio del governo, presentato all’inizio di questo mese, evita qualsiasi ulteriore inasprimento fiscale. Tuttavia, Rossi ha dichiarato che un ulteriore inasprimento fiscale “contenuto” dovrebbe essere adottato in primavera del 2013 per evitare che il disavanzo strutturale cominci nuovamente ad aumentare a partire dal 2014.

Il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia ha anche espresso dubbi su una tassa sulle transazioni finanziarie contenuta nel piano di bilancio, rivolta a raccogliere 1,1 miliardi di euro l’anno prossimo. Il fatto è che la tassa pari allo 0,05% sulle transazioni esclude le obbligazioni private e può scoraggiare le imprese ad aumentare il loro capitale sociale, sostiene Rossi, mentre sarebbe “estremamente semplice” per gli operatori di mercato sottrarsi all’imposta a meno che non sia adottata a livello globale. Allo stesso tempo, avverte Rossi, la riduzione di 2,2 miliardi di euro prevista l’anno prossimo sui finanziamenti alle regioni e ai comuni rischia di portare ad un aumento delle imposte locali, danneggiando ulteriormente la spesa dei consumatori.

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