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Anna Fasol ritrovata: il passo falso che ha fatto fallire il suo piano di fuga

Anna Fasol, scomparsa a Cittadella il 30 luglio, è stata ritrovata a Roma il 13 agosto. Buone le sue condizioni di salute, la 59enne pare avesse intenzione di trovarsi un lavoro nella Capitale. Nei giorni in cui si erano perse le sue tracce sarebbe stata ospitata da un centro di accoglienza per senza tetto. Voleva rifarsi una vita, ripartire da zero. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe dato i suoi documenti a uno straniero e l’avrebbe convinto ad attivare per lei una sim card da utilizzare in un vecchio cellulare, di quelli privi di gps, difficilmente rintracciabili se non attraverso le celle della telefonia mobile. Ma aveva fatto male i suoi conti.

Grazie a questa sua leggerezza la donna è stata infatti rintracciata dalle forze dell’ordine. Anna aveva chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune di Roma per poter essere inclusa in un programma di accoglienza per poveri, ed è così che i carabinieri sono riusciti a rintracciarla. A quel punto la donna ha abbandonato il suo progetto e ha deciso di farsi riaccompagnare a casa. L’ingresso in siffatti centri di accoglienza prevede la registrazione dei dati anagrafici dei richiedenti, e tutti i nominativi degli ospiti vengono segnalati alle autorità di polizia. Ecco come i carabinieri sono riusciti a scoprire dove la donna aveva trovato rifugio. Si aggiunga poi che la sua scheda sim era già stata geo-localizzata a Roma.

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Al fine di effettuare tutte le verifiche del caso, il marito Enzo Simonetto, la figlia Marialaura – campionessa olimpionica di nuoto e ora ricercatrice in Florida – e anche i titolari degli allevamenti Barcarola di Tombolo, dove la donna lavorava da anni come segretaria amministrativa, erano stati indagati come atto dovuto per sequestro di persona. Ovviamente l’ipotesi di reato ora cadrà. Anna Fasol intorno alle 13 di lunedì 30 luglio aveva pranzato con il marito e poi era andata via di casa a bordo della sua autovettura, senza più fare rientro né dare più alcuna notizia di sé. La sua Mercedes Classe A era stata trovata nel parcheggio della stazione ferroviaria. Da subito la pista dell’allontanamento volontario è stata ritenuta quella più plausibile e si è rivelata infatti fondata. Motivi personali quelli che avevano spinto Anna Fasol a progettare una nuova vita: “Per fortuna mi avete trovata, non avrei mai avuto il coraggio di tornare a casa dopo essere fuggita”, avrebbe detto la donna ai carabinieri che l’hanno rintracciata.

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