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Annullato il Forum dei Cattolici: niente “Todi 2”

L’interpretazione corrente è quella di un passo indietro rispetto all’apertura di credito che Conferenza Episcopale e Santa Sede avevano offerto al Premier uscente; c’è chi ha addirittura parlato di “endorsement vaticano”.

Indipendentemente dalle interpretazioni, la tensione accumulata negli ambienti cattolici (e tra gli stessi vescovi) e poi precipitata con l’annullamento dell’appuntamento da tempo fissato per il 10 gennaio a Roma aveva avuto già nei giorni scorsi manifestazioni clamorose.

A far capire che con troppa superficialità e fretta si erano spese parole impegnative per definire un commento dell’Osservatore Romano e un attestato di stima a Monti da parte del Presidente della CEI card. Bagnasco, erano state le prese di posizione di due vescovi molto influenti come mons. Bregantini, ex vescovo di Locri e soprattutto Presidente della Pontificia commissione Lavoro, Giustizia e Pace e il Patriarca di Venezia mons. Moraglia.

Il primo, nei giorni scorsi aveva bruscamente frenato sull’interpretazione dell’articolo dell’Osservatore Romano e delle parole di Bagnasco come un’investitura della Chiesa e dei cattolici alla neonata coalizione montiana. Mons. Moraglia, da parte sua, ha affermato la distanza esistente tra Chiesa e politica, e in particolar modo fra i vescovi e la campagna elettorale.

Ma dei segnali erano già nell’aria, e con la definizione delle candidature il quadro che si sta definendo fa segnare un’ulteriore evoluzione per la “vexata quaestio” dell’unità politica dei cattolici, archiviata con la fine della Democrazia Cristiana prima e con l’affermazione del bipolarismo poi. La realtà ci consegna un quadro nel quale non sono i cattolici nel loro insieme a essere divisi nel posizionamento rispetto a coalizioni e partiti, ma le singole associazioni a vivere drammatiche e significative lacerazioni al proprio interno, o quantomeno a presentare una pluralità di atteggiamenti e sensibilità.

Mario Monti Debito Pubblico

Il Forum delle associazioni cattoliche che si riunì a Todi lo scorso anno, determinando di fatto la caduta del governo Berlusconi, era composto dai rappresentanti di realtà significative sul piano sociale come Comunità di Sant’Egidio, Movimento Cristiano Lavoratori, Acli, Cisl, Confcooperative, Coldiretti, Compagnia delle Opere (e quindi Comunione e Liberazione), Azione Cattolica.

Perché è stato troppo frettoloso e superficiale l’identificazione del Forum come spina dorsale del progetto politico di Mario Monti?

Intanto perché se l’ex Presidente della Acli Andrea Olivero – uno degli animatori più attivi del primo appuntamento di Todi – ha annunciato la sua candidatura a sostegno di Mario Monti, un altro ex Presidente della stessa associazione sarà candidato per il Pd, l’uscente Luigi Bobba.

Allo stesso modo, l’attivismo del Segretario Generale della Cisl Raffaele Bonanni – considerato il portavoce dell’assise di Todi del 2011 – non ha impedito al suo vice Giorgio Santini di candidarsi con il Pd in quota al cosiddetto listino-Bersani. Più significativo il caso di Emma Fattorini, esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio e candidata del Pd, nonostante il fondatore della Comunità – il ministro uscente Andrea Riccardi – sia uno dei più stretti collaboratori di Mario Monti.

A completare il quadro dela superficialità dell’equazione tra Forum di Todi e la “salita in politica” di Mario Monti è la candidatura nel Pd dell’ex vicepresidente di Azione Cattolica Ernesto Preziosi.

Sarebbe comunque altrettanto superficiale ritenere che tale dicotomia nelle associazioni del Forum dei cattolici riguardi solo l’alleanza montiana e il centrosinistra. Il passaggio con Monti del capogruppo del Pdl al Parlamento Europeo Mario Mauro (uomo forte di CL a Milano) era stato interpretato come un orientamento di tutto il movimento, Compagnia delle Opere compresa.

Invece è proprio l’ex presidente della Compagnia delle Opere, Raffaello Vignali, a smentire questa interpretazione, non solo ribadendo la terzietà di CL rispetto alla politica attiva, ma confermando la sua candidatura nel Pdl alle prossime elezioni.

Un quadro complesso che dovrebbe consigliare prudenza nelle dichiarazioni quanto nelle interpretazioni, anziché assegnare ruoli di ago della bilancia.

Giornalista pubblicista, nato in Irpinia nel 1968; sposato, due figli. Lungamente impegnato in ambito politico e sociale, è stato redattore del Corriere dell'Irpinia ed editorialista dell'edizione di Avellino de "Il Mattino". Nel 2010 ha pubblicato il romanzo "Ombre, penombre e luci nascoste" (Booksprint Edizioni).

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