di Fabrizio Pucci

Antonio Conte e Quella Brutta Battuta sul Dolore


 

E’ appena tornato. E ci ha fatto subito capire perché non ne sentivamo la mancanza. Passa il tempo, ma il tecnico della Juventus Antonio Conte non cambia mai.

Ieri, dopo la fine della partita di Palermo, che lo ha visto tornare in panchina dopo aver scontato i quattro mesi di squalifica che gli sono stati comminati per omessa denuncia nel processo sul calcio scommesse, il tecnico di Lecce ha esternato: “Sono stati quattro mesi di grande dolore”. Come? Dolore? Abbiamo capito bene? Sì, purtroppo. Conte parla di ‘dolore’. Lui che anziché rispettare le sentenze (come dovrebbe accadere in ogni paese civile) le contesta.

Lui che  ha scontato la sua pena allenando la squadra come sempre, salvo seguire le partite ufficiali dallo Sky Box. Un sacrificio tutto sommato non così doloroso. Lui, che in fondo al mese non sa neanche a quando ammonta il suo ingaggio.

conte allenatore juventus

Lui parla di dolore? Una parola che risulta offensiva nei confronti di quanti un grande dolore, vero (anche in questo caso aggiungiamo purtroppo) lo portano ogni giorno dentro al cuore. Offensiva nei confronti di quelli (e ora sono tanti) che non ce la fanno ad arrivare in fondo al mese. Non c’è bisogno di attingere al pozzo della retorica spicciola per indignarsi.

Però, il privilegiato Signor Conte, la prossima volta ci pensi bene prima di usare certe espressioni. Infine ‘dolore’ è quello provato dai tifosi del Toro oltraggiati dai tifosi juventini con uno striscione becero in occasione del derby. Già, ma il dolore di Antonio Conte è solo in bianco e nero e non a colori.

Vergogna!

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