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Arrestato Marra: Virginia Raggi: “Un semplice dipendente comunale”, ma c’è un precedente pericoloso

Arrestato Marra: il caos a Roma coinvolge Virginia Raggi

Arrestato Marra, spalla destra di Virginia Raggi, sindaco di Roma. Le manette sono scattate su richiesta della procura di Roma che sta indagando sulla questione delle nomine fatte dal sindaco, tra le quali proprio quella di Marra. Dalle prime e sporadiche indiscrezioni emerse, si apprende che il reato contestato al fedelissimo di Virginia Raggi è quello di corruzione avvenuta quando era in carica sotto l’amministrazione di Alemanno. L’inchiesta è legata all’inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013, quando Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Ros.

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Virginia Raggi: “Arrestato Marra? Un dirigente comunale”

“Marra non è un esponente politico, ma un dirigente. Noi collaboriamo con la magistratura e faremo luce sull’accaduto. Procederemo con la sostituzione del capo del personale perché l’amministrazione va avanti. Marra è un dipendente capitolino, il mio braccio destro sono i cittadini romani, andiamo avanti con serenità. Probabilmente abbiamo sbagliato, Marra era già un dirigente e ci siamo fidati, mi dispiace per i cittadini romani e per il M5S. Abbiamo appreso con sorpresa dell’arresto per fatti che per quanto risulta fino ad ora non riguarderebbero in alcun modo questa consiliatura.” Questo il comunicato ufficiale letto nella sala del Campidoglio da Virginia Raggi, sindaco di Roma, dopo aver indetto una conferenza stampa all’ora di pranzo. Non ha risposto alle domande dei giornalisti.

Virginia Raggi: “Se Marra è colpevole vado via anch’io”

In queste ore, però, Virginia Raggi è al centro della bagarre politica. Motivo? Nelle scorse settimane ha più volte rilasciato dichiarazioni su Marra, suo braccio destro. Sottolineando che senza Marra lei si sarebbe dimessa: “Accettate Marra o mi dimetto.” Inoltre, giorno 30 ottobre 2016, la stessa sindaca di Roma aveva dichiarato: “Marra viene attaccato in modo così violento proprio perché lui è nemico dei poteri forti, quegli stessi poteri che noi stiamo cercando di combattere. Perciò abbiamo il dovere di difenderlo.”

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Arrestato Marra: la rabbia dell’opposizione politica

“La Raggi ora ci spiega che Marra è un dipendente comunale qualunque – scrive il presidente del Pd e commissario del partito a Roma Matteo OrfiniNon ha perso solo il suo uomo di fiducia, ma anche il senso del ridicolo”.  Non manca l’attacco neanche di Matteo Salvini: il leader della Lega tuona: “Spero che i romani possano eleggere un sindaco normale il prima possibile. A Roma, a differenza di Milano, mi sembra che tra indagati, arrestati, corrotti, sostituiti e licenziati i 5 Stelle e la Raggi in sei mesi ne hanno combinate come Marino in qualche anno e soprattutto c’è una città ferma, sporca e insicura”. La capogruppo dem in Campidoglio, Michela Di Biase, chiede alla sindaca di riferire in Aula sul caso Marra: “Occorre anche che si verifichino tutti gli atti a sua firma e subito”.

Roberto Saviano contro il M5S: “L’arresto di Raffaele Marra indica che ancora una volta il re è nudo”

“Prima di criticare, prima di chiamarmi “servo del Pd” (che poi spesso i militanti Pd mi definiscono “gufo cinque stelle”) leggete fino in fondo, senza fermarvi alle prime righe, perché questa non è un’agenzia, ma un tentativo di ragionamento.” Inizia così la lunga analisi di Roberto Saviano su Facebook che cerca di analizzare quali siano i punti deboli del Movimento 5 Stelle.  “Pochi mesi di amministrazione Raggi a Roma sono bastati a far comprendere quanto il M5S sia fragile. Il Movimento, purtroppo per i suoi elettori e per i tanti che gli hanno dato fiducia, in mancanza di regole organizzative e di selezione precise e conoscibili, e quindi di regole democratiche, è un movimento scalabile. Può essere infiltrato da chiunque e, siccome chi critica viene epurato, non riesce a maturare una crescita interna.”

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Roberto Saviano contro il M5S: “Grillo sapeva”

Roberto Saviano, inoltre, sottolinea come Beppe Grillo sia a conoscenza di questi problemi all’interno del Movimento 5 Stelle: “Questo è accaduto a Roma, dove la destra vicina agli ambienti di Forza Italia e di Alemanno lo ha, di fatto, occupato. Beppe Grillo lo sa bene, ma nel corso di questi mesi non ha potuto ammetterlo perché avrebbe significato riconoscere che il Movimento non ha anticorpi per evitare che gruppi organizzati possano infiltrarsi e prendere il potere al suo interno, utilizzando la buona fede degli elettori. LA BUONA FEDE DEGLI ELETTORI!” La soluzione per il Movimento 5 Stelle? Secondo Saviano è solo una: “Questa è la ragione per la quale se il M5S non vuole disperdere il capitale umano e politico accumulato in questi anni, deve darsi regole precise. Deve accettare che per chiedere credibilmente democrazia all’esterno bisogna prima praticarla al proprio interno.”

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