di Ilaria Boldrini

Artista belga lancia gatti in aria: performance o abuso su animali?


 

Da qualche giorno imperversa su molti media italiani ed europei la notizia della performance dell’artista belga Jan Fabre,(Anversa, 14 dicembre 1958).
La prestazione artistica, che ha avuto luogo la scorsa settimana nella piazza municipale di Antwerp, in Belgio, consisteva nel lancio di gatti in aria e nella ripresa di questa azione da parte di una telecamera.

Il video, è destinato a rimanere alla storia, ma non come “video art”, bensì come documento di un avvenimento scandaloso che ha fatto infuriare gran parte del pubblico presente alla performance.
L’artista infatti, alcuni giorni dopo, mentre faceva jogging in un parco pubblico a Antwerp, è stato pedinato, rincorso e picchiato da persone che avevano assistito al” fattaccio”.
Ha inoltre ricevuto una denuncia per maltrattamento di animali, dal presidente dell’associazione animalista “Gaia”, Luc Bungeneers.
Scultorte, scenografo, performer e registra teatrale, Fabre ha un curriculum artistico di tutto rispetto.
Basta ricordare la sua partecipazioni alla Biennale di Venezia del 1984, dove presentò “The power of theatrical madness”, una rappresentazione teatrale di cinque ore di durata.
Possiamo citare anche la Biennale del 2011, dove mise in mostra alcune sculture- istallazioni che hanno aumentato la sua fama di artista anticonformista e provocatore; tra queste emergeva la “Pietà”, opera scultorea in marmo, ispitrata alla celeberrima “Pietà” di Michelangelo, ma realizzata in una variante che la critica, ma soprattutto il pubblico della rassegna, ritenne scandalosa.

Fabre si è scusato per aver offeso la sensibilità di alcuni, ma si è difeso dalle accuse di maltrattamento sostenendo di essersi ispirato all’opera di P. Halsman,”Dalì Atomicus”, del 1948, stampa fotografica alla gelatina d’argento, dove viene immortalato Salvator Dalì in un’azione quanto mai “surrealista”, mentre spicca un salto, insieme a tre gatti che vengono lanciati in aria con un getto d’acqua tirato da un secchio.

Ma qual’è stato il vero obiettivo dell’artista: far parlare di sè con un’azione discutibile? Dar vita ad un neo-movimento surrealista? Attrarre l’attenzione di una critica ormai “annoiata”, perchè abituata ad ogni tipo di forma artistica contemporanea?

“I’m sorry if I shocked people, I didn’t mean to”, afferma Fabre durante un’intervista al network VRT.
Nonostante le scuse, la notizia rischia di gettare un’ombra sulla discussa carriera artistica di Fabre e tra il popolo del web aumentano vertiginosamente le critiche verso un’azione, che ha più le sembianze di un abuso su animali, che di una parformance.

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