di Maria Concetta Distefano in ,

Aspettativa non retribuita: i motivi che la giustificano, come funziona e come richiederla



 

Ecco un panorama delle modalità e delle causali che possono indurre il lavoratore a fruire dell’aspettativa non retribuita

Aspettativa non retribuita

La ragioni che possono indurre un soggetto a voler sospendere per un determinato periodo la propria attività lavorativa possono essere molteplici: malattia, infortunio, maternità, visite mediche, esigenze familiari, o anche semplici imprevisti. In questi casi è utile sapere come comportarsi se le motivazioni che non permettono lo svolgimento delle proprie mansioni non sono indennizzabili. Se ad esempio, un familiare si ammala, e si presenta il bisogno di assisterlo per lunghi periodi, o se si ha la necessità di compiere un periodo di formazione. In tutti questi casi il legislatore ha previsto l’istituto dell’aspettativa, o congedo: si tratta di un congedo, ovvero di una sospensione del rapporto di lavoro, in alcuni casi non retribuita ma che dà al lavoratore il diritto a conservare il proprio posto di lavoro, pur non espletando la propria attività per un lungo periodo. Vale la pena ricordare che le motivazioni che danno il diritto all’aspettativa può cambiare in base ai contratti collettivi e agli accordi applicati. Vediamo alcune causali che danno diritto al congedo.

Aspettativa per gravi motivi familiari

Si tratta di una sospensione dal lavoro prevista dall’ art.4, L. 53/2000, della durata massima di 2 anni durante tutta la carriera lavorativa e che può essere frazionata. Questo congedo non è retribuito e può essere richiesto nei seguenti casi:
problematiche derivanti dalla morte di un familiare;
cura e assistenza di un familiare, tale che sia impossibile svolgere le proprie mansioni lavorative, o con gravi difficoltà;
grave disagio personale del lavoratore, non costituente malattia.
Questa aspettativa può essere richiesta solo per alcuni familiari: il coniuge, i figli, i genitori, nonché fratelli e sorelle, generi e nuore, suoceri, anche non conviventi; per godere del beneficio possono essere considerati portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado, ed i componenti della famiglia anagrafica, ammettendo quindi anche i conviventi e, in generale, le famiglie di fatto. Il datore di lavoro potrebbe negare la tutela, ma deve necessariamente motivarla e il dipendente può chiedere che la richiesta venga riesaminata.

Aspettativa retribuita per assistenza familiari con handicap

Il congedo retribuito per l’assistenza di familiari con handicap è prevista dalla L388/2000 e dal D.Lgs. 151/2001. Anche in questo caso si tratta di un congedo della durata massima di 2 anni durante tutto l’arco lavorativo del richiedente, ma è una tipologia di aspettativa retribuita, e la causale può consistere solo nella cura e nell’assistenza di un familiare prossimo affetto da handicap grave regolato dalla Legge 104.

Aspettativa per motivi personali

Il congedo per motivi personali non vanno confusi con quelli familiari, in quanto contemplato non da una legge generale, ma dai contratti collettivi. Questo tipo di aspettativa non è retribuita, e per lo più, può al massimo 12 mesi nell’arco della carriera lavorativa. L’aspettativa per motivi personali può essere richiesta sia nel settore pubblico che in quello privato, anche in modo frazionato. Il datore di lavoro può riservarsi di concederla solo se compatibile con le esigenze organizzative dell’azienda.
Aspettativa per formazione
Il congedo per permettere la formazione del lavoratore non è retribuita è prevista dall’ art.5, L. 53/2000. Questa sospensione dal alavoro può essere richiesta sia nel settore pubblico che privato dal lavoratore che ha svolto 5 anni di servizio continuativi presso la medesima azienda o Ente. L’aspettativa per formazione può essere richiesta per un massimo di 11 mesi nell’arco della vita lavorativa per i seguenti motivi:
– completamento della scuola dell’obbligo;
– conseguimento del diploma, della laurea, o di altro titolo di studio secondario o universitario;
– partecipazione ad attività formative non proposte o finanziate dal datore.
– Tutti i dettagli di questa tipologia di aspettativa sono regolati nei singoli contratti di lavoro.
Alti tipi di aspettativa non retribuita sono: Aspettativa per Ricongiungimento con il coniuge all’estero
– Aspettativa per volontariato;
– Aspettativa per cariche pubbliche elettive;
– Aspettativa per dottorato di ricerca, in questo caso il congedo può essere retribuito se il lavoratore è un dipendente pubblico ed il dottorato non preveda il conferimento di borse di studio;
Aspettativa per avviare un’impresa o un’attività professionale, possibile solo per i lavoratori pubblici e regolata dall’art.18, L. 183/2010.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook