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Assegni nucleo familiare Inps 2017: a chi spettano? Dai conviventi ai figli maggiorenni, ecco cosa sapere

Gli assegni al nucleo familiare (ANF) sono un sussidio riservato ai nuclei familiari composti da più membri; per praticità vengono comunemente indicati come “assegni familiari”, anche se non hanno nulla a che vedere con quest’ultima forma di sostegno al reddito – l’assegno familiare, appunto – di cui beneficiano determinate categorie di lavoratori.

Quali sono i requisiti per richiedere gli ANF?

Possono presentare domanda le famiglie dei lavoratori dipendenti (ma anche di dipendenti agricoli, lavoratori domestici ed iscritti alla gestione separata), così come le famiglie dei pensionati da lavoro dipendente i cui redditi non superino annualmente i limiti stabiliti dalla Legge: gli importi attualmente in vigore, validi fino al 30 giugno 2017, possono essere consultati nella circolare INPS n.92/2016, alla voce “Allegato 1” (l’importo, come noterete, è proporzionato al numero dei componenti del nucleo familiare).

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Composizione del nucleo familiare: cosa sapere

Da chi può essere composta la famiglia che ne fa richiesta? Varie le possibilità. Oltre al richiedente o al titolare di pensione, l’assegno viene riconosciuto a quelle famiglie dove il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia (gli stranieri poligami nel loro paese possono includere nel proprio nucleo familiare solo una moglie).

L’Inps precisa che il genitore convivente con il minore nato fuori del matrimonio, privo di autonomo diritto, può chiedere il pagamento degli ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente (il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente).

E nel caso di affidamento condiviso, cosa sapere? Entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa richiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti; senza accordo, l’autorizzazione viene concessa al genitore convivente con i figli.

Figli minorenni e maggiorenni: tutte le informazioni utili

Rientrano, inoltre, i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno, e ancora i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione (intendendo per soggetti inabili i soggetti coloro che “si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro”).

I figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, rientrano a patto che facciano parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione.

A questi membri del nucleo familiare, vanno aggiunti i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati, e ancora i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, che vivono a carico dell’ascendente (in tutti questi casi, sempre previa autorizzazione).

Come fare domanda

Gli assegni al nucleo familiare possono essere richiesti attraverso due modalità, descritte nella nostra mini-guida. Per saperne di più, leggete con attenzione l’informativa dedicata sul portale dell’Inps.

In apertura: immagine di geralt/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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