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Assemblea Partito Democratico aprile 2018 rinviata: è scontro interno nelle fila dei DEM

L’Assemblea nazionale del Partito Democratico, inizialmente in programma il 21 aprile 2018, è stata rimandata a data da destinarsi. L’Assemblea è il principale organo dei DEM, che sabato avrebbe dovuto discutere tra le altre questioni la successione all’ex segretario Matteo Renzi, che si è dimesso in seguito alla sconfitta alle elezioni del 4 marzo. L’Assemblea del Pd avrebbe potuto eleggere un segretario reggente per coprire tutti o parte dei quattro anni che mancano al termine della segreteria Renzi; oppure avrebbe potuto convocare un nuovo congresso che avrebbe portato all’elezione di un nuovo segretario tramite primarie. Questo, però, avverrà in una fase successiva aprendo, al momento, un vuoto di potere in seno al Partito Democratico.

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Perché l’Assemblea del Partito Democratico è stata rinviata?

La richiesta di rimandare l’Assemblea del Partito Democratico è arrivata dai “renziani”, i dirigenti e parlamentari vicini all’ex segretario che costituiscono ancora la maggioranza nei vari organi del partito. Il primo a chiederla esplicitamente è stato, venerdì sera, Dario Parrini, segretario regionale del PD in Toscana. La mattina di venerdì Renzi avrebbe fatto privatamente la stessa richiesta in un incontro con il segretario Maurizio Martina che, alla sera, ha annunciato di aver chiesto formalmente al presidente del partito Matteo Orfini di rimandare l’assemblea. La ragione ufficiale è che a causa dell’assenza di un governo che abbia la fiducia della maggioranza parlamentare, la situazione politica è molto confusa e quindi non ha senso convocare l’Assemblea per discutere del futuro del PD. Nell’unica comunicazione ufficiale resa pubblica sulla questione, Martina ha scritto: “Il PD deve continuare a concentrare unitariamente tutte le proprie energie su questa situazione, nell’interesse generale del Paese, seguendo l’impegnativo lavoro del Presidente Mattarella.”

Governo 2018, la posizione del Partito Democratico non cambia

“C’è sempre stata una posizione di Emiliano in tal senso ma contano i voti e il voto della direzione Pd è chiaramente alternativo a M5s e Lega. Che poi ci sia una disponibilità a dialogare con chiunque riceva un mandato sta nelle cose, nella Costituzione direi. Sicuramente non ci tireremo indietro, l’opposizione è garanzia di democrazia e la faremo con progetti e idee”. Così Ettore Rosato, a Radio Radicale, ribadendo che il Pd ha detto “da subito che chi dice di aver vinto ora dimostri di saper fare un governo insieme”. Attacca il leader della Lega, Matteo Salvini, il segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina. “E’ veramente assurda – afferma – l’idea di Salvini per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali. Avvisatelo che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani”.

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