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Atletica, Alessia Trost intervista esclusiva: “Alle Olimpiadi per saltare più in alto di tutti”

La torcia olimpica ha iniziato pochi giorni fa il suo viaggio alla volta di Rio, il Coni ha ufficializzato la portabandiera che guiderà la spedizione azzurra durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi, tutto sembra pronto per iniziare il conto alla rovescia per il sogno a cinque cerchi. Tra gli atleti italiani che possono ambire ad una medaglia c’è Alessia Trost, talento del salto in alto classe 1993 che ai Giochi di Rio 2016 potrebbe trovare la definitiva consacrazione; messasi alle spalle l’infortunio che ne ha condizionato l’inizio di stagione e smaltita la delusione dei Mondiali Indoor di Portland 2016, la giovane saltatrice delle Fiamme Gialle si prepara a volare in Brasile con l’obiettivo dichiarato di superare l’asticella una volta in più di tutte le altre e mettersi così al collo la medaglia del metallo più pregiato. La redazione sportiva di UrbanPost ha raggiunto Alessia Trost per conoscere le sue sensazioni in vista dell’impegno più impostante della stagione.

Pochi mesi alle Olimpiadi, pronta a saltare più in alto di tutti?
“Si, decisamente. Non avrei mai immaginato che preparare un’Olimpiade fosse così stimolante, è un progetto incredibile verso il quale camminare fiduciosi.”

Dopo la delusione dei Mondiali di Portland, come preparerà la strada per Rio?
“Quella dei Mondiali Indoor è stata una delusione enorme. Per capire come quell’esperienza potesse farmi imparare qualcosa di cui poter fare tesoro e mettere a frutto in futuro mi sono dovuta fermare a riflettere: per gareggiare in un contesto come l’Olimpiade non basterà essere pronti, non bisognerà lasciare nulla al caso. Dovrò essere brava a gestire ogni dettaglio e gestire quello spirito che lo sport incarna.”

A luglio ci sono gli Europei di Amsterdam, quanto sarà importante fare bene in Olanda in chiave olimpica?
“In Olanda sarà importante ottenere un primo ‘picco’ di stagione, una buona misura e un piazzamento. Gli Europei saranno l’occasione giusta per verificare il lavoro fatto fino ad ora e per acquisire consapevolezza dei mezzi a disposizione. Considerando che il salto in alto femminile è una questione prevalentemente europea, sarà un test importante per capire le gerarchie in vista di Rio dove la medaglia in palio sarà molto più importante.”

Il successo di Gianmarco Tamberi ai Mondiali ha scosso l’ambiente. Pensa sia il momento giusto per risollevare l’atletica italiana?
“Penso sia il momento giusto per risollevare l’atletica mondiale non solo quella del nostro Paese. C’è bisogno di atleti nuovi e puliti. Secondo me il nostro movimento è rappresentato dagli sportivi che ogni giorno vanno al campo ad allenarsi e arrivano alle grandi manifestazioni dando il 100%.”

Potrebbe arrivare proprio dal salto in alto la medaglia d’oro per l’atletica italiana?
“Sarebbe un sogno, anzi è il sogno.” 

Quale potrebbe essere la misura giusta per vincere a Rio?
“2.00/2.02.”

Quanto ha condizionato la sua stagione l’infortunio patito in agosto?
“A causa dell’infortunio al tendine non ho potuto concludere la stagione 2015. Per quanto riguarda il 2016, ho ripreso regolarmente la preparazione fisica anche se sicuramente ha pesato rientrare in gara dopo un po’ di tempo che mancavo dalla pedana. Un infortunio pesa sempre di più nella testa che sul fisico.”

Cosa si prova al momento del salto?
“Saltare per me significa trovare la concentrazione agonistica, quello stato di trance che porta fuori dalla realtà ‘sensibile’ e permette di percepire il movimento interiormente. Quando un salto è corretto, è anche perfetto.”

Che tipo è fuori dalla pedana Alessia Trost?
“Una ventitreenne che sta cercando di capire come funziona la vita, come ogni altro ragazzo di questa età che ha una passione, che porta avanti un percorso di studi, un progetto e vuole provare a tirarne fuori il meglio. Quello che sono, me lo diranno gli altri. Io cerco di fare del mio meglio.”

Altre passioni oltre il salto in alto?
“Leggo, studio con ‘moderazione’, cucino torte (e quando sono fuori stagione me le mangio pure). Esco con il mio fidanzato e con gli amici.”

 

Alessia Trost nel Training Center di Pordenone – Foto credits: Red Bull Content Pool

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