di Michele Iacovone in

Attacchi di panico, Carlo Verdone: “Parlarne fa bene, così combatto la mia ansia”


 

Carlo Verdone, celebre regista e attore di film italiani indimenticabili, ha sofferto per anni di ansia e attacchi di panico: ecco la sua esperienza

Carlo Verdone e gli attacchi di panico, cosi combatte l ansia

Gli attacchi di panico sono un disturbo dell’umore che, se non curato, può diventare invalidante e compromettere la vita e le relazioni di tutti i giorni. A soffrirne sono soprattutto le donne e tra i sintomi più comuni si riscontrano vertigini, nausea, vomito, senso di soffocamento, nodo alla gola, disorientamento e paura di morire. A parlarne è stato anche Carlo Verdone, che ha lottato contro l’ansia per molto tempo e lo ha raccontato su ilGiornale.it.

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Carlo Verdone, celebre regista e attore di numerosi film italiani di successo, ha sofferto di attacchi di panico e ansia. Come ha spiegato, infatti: "Avevo attacchi di iperventilazione e paura di tutto. Andai in analisi. L’ho raccontato in Maledetto il giorno che ti ho incontrato, nel '92. Da allora, le mie ansie hanno perso forza. Un po' le rimpiango, erano una droga positiva. Prendo tuttora il Serpax 15, vecchio rimedio, il migliore. Lo consiglio sempre".

Carlo Verdone ha parlato anche della vergogna, e di come questa possa compromettere la vita di chi soffre di panico: "Le persone più intelligenti sono le persone che non si vergognano ad ammettere le proprie fragilità. Non ho dubbi: ammettere la propria fragilità è una dimostrazione di forza. Io non ho difficoltà a parlare delle mie fragilità. A me è capitato di soffrire di attacchi di panico: roba forte. Brutta, davvero. Il mio era un problema da panico da successo".

Il periodo di cui parla Verdone è il '78: il regista cominciava ad avere successo, un successo che non riusciva a controllare. "Non potevo guidare la macchina perché mi veniva la tachicardia, l'iperventilazione, mi girava la testa, mi si bloccava il labbro: un casino". Il regista ha sottolineato quanto sia necessario parlarne ed essere solidali con le persone che ne soffrono: capire i segnali che lanciano, essere meno superficiali e, soprattutto, aiutarle nel percorso di guarigione.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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