di Michele Iacovone in

Attacchi di panico: l’ansia deriverebbe da un’errata interpretazione degli stimoli esterni


 

Alla base dell’insorgenza degli attacchi di panico ci sarebbe un’errata interpretazione degli stimoli esterni, lo confermerebbe uno studio scientifico americano

Attacchi di panico, derivano da un errata interpretazione degli stimoli esterni

Gli attacchi di panico, un disturbo d’ansia tra i più comuni negli ultimi anni, colpisce milioni di persone solo in Italia. Molti studi si sono concentrati sull’Amigdala, una parte del cervello posta in entrambi gli emisferi cerebrali e che gestisce le emozioni e la risposta ai pericoli. Non solo, anche agorafobia, ovvero paura dei luoghi affollati, e ipocondria, paura delle malattie, giocano un ruolo cruciale nella manifestazione del disturbo. I ricercatori, però, puntano il dito su un altro aspetto, l’errata interpretazione degli stimoli che potrebbe essere un fattore scatenanti dei disturbi di panico.

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Secondo un nuovo modello cognitivo, gli attacchi di panico potrebbero derivare da un'errata interpretazione degli stimoli e delle sensazioni, che in questo caso verrebbero viste dal soggetto affetto come catastrofiche: ciò significa attribuire un significato negativo e patologico a un determinato evento o situazione. Al contrario, persone che non soffrono di disturbi d'ansia potrebbero vedere queste situazioni come normali o addirittura insignificanti. Come spiegano i ricercatori dell'Università della California di Los Angeles, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Depression and Anxiety: "Le sensazioni che vengono più frequentemente mal interpretate sono soprattutto quelle collegate alle normali risposte ansiose".

"Ad esempio - hanno continuato i ricercatori - si tratta di palpitazioni o di vertigini, ma includono anche altre sensazioni fisiche o mentali, come la percezione di corpuscoli nel campo visivo o sensazioni di vuoto mentale. L’ipotesi è che, quando queste sensazioni sono percepite come catastrofiche, l’ansia che ne deriva produce un aumento delle stesse sensazioni. Ne risulta così un circolo vizioso di sensazioni, risposte ansiose e pensieri catastrofici che alla fine sfociano nell’attacco di panico".

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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