di Michele Iacovone in

Attacchi di panico, Paola Perego: “Soffrivo e non volevo ammetterlo, mi vergognavo”


 

La nota conduttrice Paola Perego ha raccontato della sua lotta contro gli attacchi di panico al settimanale Grazia: “Soffrivo, ma me ne vergognavo”, ecco la sua esperienza

Paola perego e gli attacchi di panico, soffriva ma se ne vergognava

Paola Perego si è raccontata al settimanale Grazia e ha parlato della sua lotta contro gli attacchi di panico. La celebre conduttrice, ora sulla soglia dei 50 anni, è riuscita a uscirne, ma quando si trovava immersa in quell’incubo fatto di crisi e terrore, non poteva fare altro che lavorare: “Per anni il lavoro è stato l’unica cosa che io riuscissi a fare in pubblico. Andavo in onda con l’aiuto dei farmaci che il mio medico mi prescriveva. Lavoravo e poi mi richiudevo in casa”.

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Come ormai sappiamo, gli attacchi di panico recano con sé tantissimi cambiamenti e l'emozione che più di tutte è in grado di bloccare chi ne è affetto: la vergogna. Paola Perego ne ha infatti parlato: "Soffrivo di attacchi di panico e non volevo ammetterlo. Me ne vergognavo, perché mi sembravano una debolezza inaccettabile. Non riuscivo a fare cose banalissime, come guidare. A 30 anni mi sono separata dal mio primo marito rimanendo sola con un figlia di 4 anni e un figlio di pochi mesi. Ero disperatamente sola. Il mio bambino soffriva d’asma, non dormiva la notte e io avevo paura a prenderlo in braccio: temevo di buttarmi dalla finestra insieme con lui".

Ora Paola Perego è riuscita a uscirne grazie all'aiuto di uno specialista e dei farmaci. "Adesso so perfettamente che cosa sono e che cosa voglio essere - ha spiegato la conduttrice Tv -  la consapevolezza non si raggiunge con l’età. Crescere aiuta, ma non basta per capire chi sei. Io ci sono riuscita dopo molti anni di lavoro su me stessa. Lo ammetto. In passato ho fatto pure televisione trash. Non mi pento e non rinnego. Ma io sono molto diversa".

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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