di Michele Iacovone in

Attacchi di panico: si combattono con la gentilezza, studio scientifico lo dimostra


 

Gli attacchi di panico, un disturbo dell’umore che colpisce milioni di persone, possono essere curati con la gentilezza: a dirlo è un recente studio scientifico condotto all’University of British Columbia

Attacchi di panico e ansia, si possono combattere con la gentilezza

Gli attacchi di panico, un disturbo dell’umore che colpisce milioni di persone nel mondo, possono essere curati con la gentilezza. A svelarlo sono state due psicologhe della University of British Columbia con uno studio scientifico pubblicato sul Journal Motivation And EmotionJennifer Trew e Lynn Alden. L’ansia sociale può essere attenuata con dei semplici gesti.

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Gli attacchi di panico e l'ansia sociale possono essere contrastati con la gentilezza e la presenza. Per arrivare a questo risultato, le due psicologhe hanno condotto uno studio su un campione di 115 studenti universitari suddivisi in tre gruppi che mostravano episodi ricorrenti d'ansia. La durata dello studio è stata di quattro settimane: ai soggetti del primo gruppo è stato chiesto di compiere tre atti di gentilezza due volte alla settimana. Al secondo gruppo è stato chiesto di esporsi nelle situazioni sociale, come parlare in pubblico o con persone sconosciute, mentre il terzo gruppo doveva tenere un diario sul quale annotare eventi giornalieri.

Agli studenti del primo e secondo gruppo sono stati, inoltre, somministrati alcuni esercizi di respirazione allo scopo di gestire l'ansia derivata dallo svolgimento delle richieste. Dai dati è emerso come il primo gruppo abbia tratto giovamento ricevendo dall'esperienza diversi benefici. La gentilezza rafforza le relazioni, amplia la rete di conoscenze e aumenta l'ottimismo, una caratteristica in grado di ridurre l'ansia e, di conseguenza, episodi di panico. Un semplice ringraziamento o un aiuto, quindi, possono apportare numerosi benefici al nostro umore.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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