di Andrea Paolo

Auguri di Natale con Proiettile. Succede a Milano


 

Pesante intimidazione nei confronti del Direttore de “L’Altomilanese”, settimanale del magentino. Nel mirino le inchieste del giornale sulla ‘ndrangheta, incluse quelle della giovane cronista Ester Castano

Busta Con Proiettile Settimanale Altomilanese

Grave intimidazione mafiosa ad un giornalista nel milanese: il direttore del settimanale “L’Altomilanese” Ersilio Mattioni ha ricevuto ieri una busta contenente un proiettile e la sua foto su un biglietto prestampato di auguri. Con lui, nella missiva minacce anche per Giampiero Sebri, attivista della Carovana antimafia dell’Ovest Milanese.

La loro colpa? Aver parlato troppo delle famiglie di ‘ndrangheta emergenti in questa zona e dei loro rapporti con la politica. A Sedriano, comune molto citato nei servizi giornalistici del settimanale, il Sindaco è finito agli arresti nell’inchiesta che ha portato in carcere anche l’ex Assessore della Regione Lombardia Domenico Zambetti, accusato di aver comprato 4000 voti necessari alla sua elezione da presunti esponenti della ‘ndrangheta trapiantati a Milano.

Per i suoi servizi sul piccolo paese  e il suo Sindaco Ester Castano, giovanissima cronista de “L’Altomilanese”, è stata più volte intimidita. La criminalità organizzata calabrese nell’ovest della provincia di Milano è una presenza consolidata da anni. Ma i nuovi clan che si stanno affermando, dopo le grandi inchieste degli anni ’90 e 2000 che hanno falcidiato le famiglie calabresi “storiche”, sono più difficili da individuare. Sono perfettamente mimetizzati nel tessuto economico di questa ricca zona d’Italia, sparano molto poco e fanno molti più reati economici.

Però, tra i nuovi boss dal “colletto bianco”, resistono ancora gli ‘ndranghetisti d’azione, come quelli che non disdegnano le intimidazioni vecchio stile. Intervistato da Radio Popolare, Mattioni ha detto che non si tratta del primo avvertimento. Qualche tempo fa, rincasando da lavoro, trovò l’auto con le 4 gomme tagliate. Da Bareggio a Magenta, ricorrono i nomi delle famiglie di Platì e del vibonese, mentre da Cuggiono a Inveruno da anni sono segnalati elementi delle cosche di Natile di Careri attivi nel traffico di stupefacenti.

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