di Saverio Bucciantini in

Aumentare Numero di Fan Facebook Alcune Tecniche Black Hat


 

I metodi, puliti e meno puliti, per accrescere il seguito della propria pagina Facebook. Ecco che cos’è la Social Media Optimization e come si spiega l’improvvisa “popolarità” di alcune pagine sul Social Network più utilizzato nel Mondo.

Facebook Reputazione Aziende

Nel precedente articolo si è già parlato di Social Media Marketing su Facebook. Come precisato, inizialmente le pagine crescevano in modo automatico, perchè Zuckerberg e soci avevano interesse ad aumentare il coinvolgimento degli utenti e profilare i loro interessi. Man mano che gli interessi economici dietro al mercato nero delle pagine proliferava, contestualmente iniziarono i primi ban da parte di Facebook alle pagine che utilizzavano tecniche scorrette per aumentare i propri fan. A tal proposito è bene definire in modo corretto cosa si intende per tecniche di white hat e black hat Social Media Optimization.

White Hat: Si tratta dell’utilizzo di tecniche borderline e furbizie al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, senza andare a violare il regolamento imposto da Facebook.

Black Hat: Si tratta dell’utilizzo di tecniche scorrette e non ammesse dai regolamenti di Facebook, al fine di raggiungere i propri obiettivi in modo rapido, economico e molto invasivo.

In questo articolo andremo a scoprire le tecniche scorrette (black hat). E’ bene fare una premessa. Queste tecniche, sebbene possano generare profitti, al momento sono molto limitate da Facebook e severamente proibite. Inoltre, raccogliere dati personali e rivenderli o addirittura creare campagne di direct email marketing senza l’esplicito consenso del ricevente, può portare a severe conseguenze anche di tipo legale col Garante della Privacy. Per questo motivo, prima di compiere una determinata azione, è sempre bene accertarsi delle pesanti ripercussioni a cui può portare, per non trovarsi in spiacevoli situazioni.

Social Media Optimization

Per meglio comprendere l’excursus storico, andremo ad analizzare ogni tecnica di black hat a nostra conoscenza, nonostante molte di queste siano diventate ormai obsolete. Il team di Facebook combatte ogni giorno la popolazione degli hacker. Per questo motivo la maggior parte di queste tecniche sono ormai cadute in disuso. Questo articolo non è destinato a chi voglia fare black hat social, ma a chi voglia capire come una pagina possa aver raggiunto un alto volume di fan in breve tempo.

Inoltre, va detto che dal 31 marzo 2012 è entrata in vigore la Timeline di Facebook, quindi certe tecniche non sono più attuabili anche per una precisa motivazione tecnica.

SOFTWARE AUTOMATICI PER INCREMENTO FAN FACEBOOK

Vi sono diversi software online, alcuni a pagamento, altri rilasciati gratuitamente, che promettono di aumentare i propri fan e di profilarli. Uno di questi necessita solamente un minimo di contatti da inserire all’interno del software, dopo di che sparerà richieste di amicizia automatiche a tutti gli “amici degli amici” al fine di aumentare il volume di potenziali fan. Sono i cosiddetti “ghost account”, solitamente profili da nome falso e foto di una bella ragazza in mostra. Una volta raggiunti i 5000 amici, ogni profilo sparerà (tramite un altro software) suggerimenti di “diventare fan” alla pagina che vuole far crescere. Sebbene la tecnica di suggerimento fan sia lecita, farlo tramite ghost account risulta una tecnica black hat. Per questo motivo negli ultimi anni Facebook ha aggiunto maggiori controlli per sincerarsi sulla veridicità dei profili come ad esempio l’inserimento di un numero di cellulare e codice di conferma via sms.

Un altro software invece, consente di inviare messaggi privati di massa e di pubblicare post all’interno della bacheca dei propri amici. Sicuramente sarà capitato anche a voi di ricevere, almeno una volta, messaggi strambi e dai contenuti spammosi via chat da vostri amici. Fortunatamente questo tipo di software è ormai diventato obsoleto. L’intelligence di Facebook ha di molto limitato le API per migliorare la sicurezza del Social Network.

Altri software permettono di estrarre i dati personali degli amici (età, luogo, mail. interessi e molto altro). Così facendo è possibile crearsi un database di utenti profilati a cui sarà possibile inviare messaggi di spam pubblicitari via e-mail.

Va precisato che alcune di queste tecniche di black hat sono considerate illecite per Facebook, ma ancora legali per lo Stato Italiano. Aumentare i fan in maniera artificiosa,  potrà solo portarvi al massimo al ban della pagina, almeno per ora. Viceversa inviare direct e-mail marketing senza l’esplicito consenso del ricevente può portare a multe salatissime.

LIKEJACKING

Il likejacking, per definizione, è la tecnica utilizzata dagli hackers per indurre l’utente, tramite l’inganno, a cliccare su di un bottone LIKE di Facebook in maniera inconsapevole. Esistono due varie categorie di LikeJacking :

  • LikeJacking interno a Facebook.
  • LikeJacking esterno a Facebook.

Esistono inoltre due diverse tipologie di LikeJacking :

  • LikeJacking Statico
  • LikeJacking Dinamico

Il LikeJacking interno a Facebook veniva fatto principalmente in passato, tramite le “Welcome Tab“. Letteralmente, le pagine di benvenuto, dove l’utente atterrava ed era costretto a cliccare MI PIACE sulla pagina Facebook per vederne i contenuti. Con l’avvento della TIMELINE di Facebook le Welcome Tab sono state rimosse. Nonostante ciò è sempre possibile fare likejacking interno tramite le applicazioni esterne. Sicuramente vi sarà capitato di vedere sulla bacheca dei vostri amici delle simpatiche applicazioni tipo “Scopri chi visita il tuo profilo“.  Queste applicazioni non servono a niente, non vi diranno mai chi visita il vostro profilo per il semplice fatto che Facebook, per questioni di privacy, tiene queste informazioni segretissime. Queste applicazioni per essere attivate hanno bisogno di un vostro “MI PIACE” alla pagina collegata all’applicazione. In questo modo è possibile aumentare i fan di una pagina.

Il LikeJacking esterno viene fatto su siti web esterni al Social Network di Mark Zuckerberg. Tramite appositi script, o plugin, è possibile oggi obbligare o mascherare un MI PIACE al fine di indurre l’utente a mettere il LIKE su una pagina in maniera inconsapevole. Alcuni esempi possono essere la pubblicazione di una notizia molto curiosa, a tasso molto alto di CTR (click throug rate), quindi con un tasso molto alto di click sul link esterno. L’utente atterra successivamente ad un sito nel quale si apre una pop up che lo obbliga a mettere MI PIACE su una pagina non specificata. In alternativa una tecnica molto utilizzate è quella di indurre l’utente a cliccare su una foto piccolissima, tramite una CALL TO ACTION  che richiama il click per ingrandire l’immagine. In realtà, il primo click effettuato è su un MI PIACE mascherato, reso invisibile agli occhi dell’utente, in quanto settato tramite codice con opacità al 100%.

Il LikeJacking statico è una tipologia di likejacking molto meno invasiva della prossima che andremo a descrivere. In quello statico l’utente dovrà cliccare su uno specifico punto della pagina (es. una immagine da ingrandire), e solo cliccando in quello specifico punto porterà un LIKE alla pagina nascosta.

Il LikeJacking dinamico è uno script che “insegue” i movimenti del mouse di un utente. Come spiegato precedentemente, tramite codice e opacità settata al 100%, l’utente è ignaro di essere inseguito dal tastino MI PIACE per tutta la pagina. Al primo click effettuato all’interno della pagina, vuoi per leggere altri contenuti, vuoi per ingrandire un immagine o compiere altre azioni, questo click in realtà fallirà l’azione in quanto il click andrà a mettere il MI PIACE su una pagina Facebook nascosta.

Con queste tecniche, molte pagine sono riuscite in poco tempo ad accumulare svariate migiaia e milioni di fans. Tramite le stesse tecniche, le stesse pagine hanno avuto la capacità di rivendere i fan e di vendere visibilità alle aziende. Nei prossimi articoli approfondiremo questi argomenti, illustrando le tecniche di white hat per aumentare i fans di una pagina Facebook in modo corretto.

photo credit: annthrop via photopin cc
photo credit: fredcavazza via photopin cc

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