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Autobomba a Limbadi news: svolta indagini, arrestate sei persone all’alba

Autobomba a Limbadi news: svolta nelle indagini. Sei persone sono state fermate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e del Ros a Limbadi, nel Vibonese, ritenute responsabili dell’omicidio di Matteo Vinci, l’uomo fatto saltare in aria con un ordigno collocato sotto la sua vettura il 9 aprile scorso. Si tratta di esponenti della famiglia Mancuso coinvolti a vario titolo nella vicenda omicidiaria. Nella esplosione rimase ferito gravemente anche il padre della vittima, Francesco, tuttora ricoverato nel Centro grandi ustionati di Palermo.

Il blitz delle forze dell’ordine è iniziato all’alba di oggi, lunedì 25 giugno 2018. A Limbadi un’operazione antimafia che vede coinvolti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia e del Ros, i quali stanno eseguendo 6 provvedimenti di fermo a carico di altrettanti esponenti della famiglia Mancuso di Limbadi. Le manette sono scattate dopo settimane di indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro, a seguito dell’omicidio di Matteo Vinci avvenuto il 9 aprile scorso nelle campagne di Limbadi.

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Il provvedimento di fermo riguarda i membri della famiglia Mancuso-Di Grillo e, in particolare, Domenico Di Grillo, 71 anni, la moglie Rosaria Mancuso, 63 anni, le figlie Lucia e Rosina Di Grillo, 29 e 38 anni, il marito di Lucia, Vito Barbara, tutti di Limbadi. La sesta persona tratta in arresto è Salvatore Mancuso, 46 anni, anche lui di Limbadi, fratello di Rosario Mancuso.

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