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Autovelox abbattuti con le ruspe: a Buttigliera d’Asti il sindaco si rivolge ai Carabinieri

Prima gli attacchi con la vernice spray poi il passaggio alle “maniere forti”. In Piemonte si è scatenata una vera e propria guerra contro i Velo OK, gli ormai famosi autovelox in totem di plastica arancioni posizionati a lato delle strade sia dentro sia fuori i centri urbani, su strade comunali e provinciali. L’ultimo, clamoroso, episodio arriva da Buttigliera in provincia di Asti dove alcuni Velo OK sono stati letteralmente sradicati, molto probabilmente con l’utilizzo di una ruspa. Una vicenda che ha fatto molto arrabbiare il sindaco del paesino piemontese, costretta a rivolgersi ai Carabinieri per individuare i responsabili del reato.

Autovelox abbattuti con le ruspe: a Buttigliera d'Asti il sindaco si rivolge ai Carabinieri

Autovelox abbattuti con le ruspe a Buttigliera: la reazione del sindaco

La sindaca di Buttigliera d’Asti, Francesca Capellino, ha reagito con fermezza all’azione vandalica contro gli autovelox Gli impianti, ha promesso la prima cittadina, saranno tutti sostituiti in tempi brevi. «L’amministrazione – ha detto la Sindaca al quotidiano La Repubblica – non ha subito un danno in quanto coperta da assicurazione.Mi stupisce questo comportamento. Sono stati gli stessi abitanti a chiedere che venissero installati gli autovelox. E sono tutti segnalati: per evitare una multa basta rallentare». Nelle azioni vandaliche degli ultimi giorni sono andati distrutti quattro dei sei autovelox installati sulle strade del paese dell’astigiano.

Autovelox abbattuti con le ruspe: ma i VeloOk sono omologati?

Gli atti vandalici nei confronti dei Velo OK fanno seguito alle molte critiche che questi strumenti di controllo della velocità hanno raccolto negli ultimi mesi. Addirittura è emerso che i VeloOK non sono omologati dal Ministero dei Trasporti e che, quindi, non potrebbero essere posizionati sulle strade italiane. Alcune associazioni di consumatori fin dal 2017 hanno interpellato esperti del settore per cercare di capire come sia possibile che venga autorizzata l’installazione di apparati non omologati sulle strade italiane. Apparati che in alcuni casi sono risultati essere anche pericolosi, perché occupano una parte della banchina, condizione molto pericolosa in caso di strade non particolarmente ampie. Nel caso dei Velo OK non c’è prova di verifiche effettuate e tantomeno di omologazione. Lo stesso Ministero dei Trasporti avrebbe ammesso la circostanza in una lettera ufficiale inviata al Comune di Almese, sempre in Piemonte, nell’ambito di un contenzioso tra un comitato di cittadini e il Comune proprio riguardo l’utilizzo dei Velo OK sulle strade comunali.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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