di Stephanie Barone in

Banche del latte materno: Italia prima in Europa con le sue 35


 

Un primato importante quello dell’Italia, primo Paese in Europa per numero di banche di latte materno: ecco come funzionano.

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Un nuovo primato in Italia, simbolo della nuova importanza che si sta dando all’allattamento con latte materno. Dopo anni di incentivi al latte artificiale per le mamme in difficoltà all’inizio di questo percorso, oggi sono sempre più sponsorizzati i benefici dell’allattamento al seno. E’ anche per questo motivo che l’Italia è oggi il primo Paese in Europa per numero di banche del latte materno, ovvero di luoghi dove viene raccolto latte umano da dare ai neonati con specifiche esigenze, come quelle dei prematuri.

“In Italia se ne contano 35 e possiamo dire che oggi siamo messi molto bene: fino a poco tempo fa eravamo i secondi a livello europeo, dietro alla Francia che ne contava 36, ma recentemente due banche francesi sono state chiuse, e quindi siamo diventati i primi in Europa” ha spiegato Guido Moro, presidente dell’Associazione italiana banche del latte umano donato (Aiblud) ad Adnkronos Salute. “Le banche italiane sono distribuite soprattutto tra Nord e Centro, il sud non ne ha molte, e in Sardegna e Liguria sono totalmente assenti”. Parlando di numeri, sono ben 10 mila i litri di latte materno raccolto, che però sono solo un terzo del fabbisogno dei neonati prematuri italiani.

Come funzionano le banche del latte materno

Come funziona quindi la donazione del latte materno alle banche italiane? Si parte certamente da un principio di sicurezza totale per il neonato, che prevede specifiche analisi per le donne che decidono volontariamente di donare il proprio latte.  “La donna deve compilare un questionario dove si indagano abitudini alimentari, stile di vita e malattie passate. Se tutto è regolare si fa un prelievo del sangue per controllare eventuali presenze di patologie, come Hiv ed epatite” ha spiegato il presidente.

C’è poi la fase di raccolta del latte materno donato che può avvenire in due modalità. La prima è la più semplice, ovvero per la quale è la donna a recarsi alle banche del latte materno per la donazione; la seconda invece – non ancora attiva in tutta Italia – prevede un servizio a domicilio per il quale è un’ostetrica che si reca a casa della donna per raccogliere il latte materno. Un esempio è il servizio ‘Human Milk Link‘ di Milano, gestito da un’azienda privata.

Ovviamente in entrambi i casi sarà poi la banca del latte a fare ulteriori analisi e verifiche sulla qualità del latte. A questo punto avviene “la pastorizzazione con metodo Holder a una temperatura di 62,5°C per 30 minuti per distruggere i virus e la maggior parte dei germi patogeni. Una volta pastorizzato, viene conservato in freezer a -20°C per non più di tre mesi nel caso di utilizzo per bambini prematuri, mentre per soggetti diversi (bambini con patologie metaboliche, allergie, intolleranze a latte vaccino) viene mantenuto fino a sei mesi” ha sottolineato l’esperto dell’Aiblud.

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