di Michela Becciu in ,

Bari, proposta choc del sindaco Emiliano: “Togliamo i figli ai mafiosi”


 

Perché lo Stato non si preoccupa di salvare i figli dei boss di mafia costretti a vivere in un contesto criminale? Il sindaco di Bari Michele Emiliano fa al riguardo una proposta choc: “Togliamo i figli ai mafiosi”

Michele_Emiliano

All’indomani dell’agguato mafioso di Palagiano, vicino a Taranto, in cui un bimbo di 3 anni, Domenico Petruzzelli, è stato ucciso mentre si trovava in auto con madre e patrigno, il sindaco di Bari Michele Emiliano fa un’amara riflessione ai microfoni Sky TG24 Mattina: “Chi cresce in una casa dove per abitudine si nascondono armi, si confeziona droga, si relazionano e si organizzano summit mafiosi evidentemente è in pericolo almeno tanto quanto un bambino di una famiglia povera. Oggi alle famiglie povere che hanno problemi educativi i bambini vengono tolti e ai mafiosi no”.Domenico Petruzzelli

La strage di Taranto del 18 marzo è solo l’ultimo episodio di una lunga lista di “regolamenti di conti” tra mafiosi in cui a rimetterci la vita sono spesso i bambini innocenti. Basti ricordare, ad esempio, la morte assurda di Cocò avvenuta circa tre mesi fa. Anche lui aveva 3 anni ed è stato ucciso e bruciato con il nonno e la sua compagna a Cassano allo Jonio (Cosenza). Dinnanzi a questa barbarie il sindaco Emiliano, che è anche un magistrato, esprime il suo sdegno: “I mafiosi non possono essere custodi di valori positivi”, essi sono i fautori di una “pedagogia mafiosa” e quindi propinano ai propri figli una forma di ‘maltrattamento’ che li danneggerà a vita, forgiando in loro una forma mentis incline alla delinquenza. Di qui la sua proposta choc: “Togliamo i figli ai mafiosi”.

Lancia una sfida allo Stato il sindaco Emiliano, prossimo candidato alle elezioni europee, e lo fa conscio di sollevare una questione spinosa che chiede di essere affrontata. Lui, convinto sostenitore dell’“antimafia sociale”, reputa inadeguata la via della repressione, alla quale invece frappone la “lotta non repressiva alla criminalità”. Un progetto portato avanti da un’Agenzia da lui creata che dà sostegno alle madri e mogli di capi mafia, e offre loro la possibilità di rovesciare i valori malsani in cui vivono insieme ai propri figli. E davanti all’impossibilità di mettere in salvo questi bambini da un siffatto contesto criminale, il sindaco, in extrema ratio, propone: “Si interviene con gli strumenti di cui dispongono i giudici minorili […] Di questo bimbo non si è occupato nessuno fino a oggi. Ma che fosse in pericolo era un fatto che nel paese tutti avevano osservato. Le forze dell’ordine in una diversa ottica, una diversa abitudine operativa, avrebbero dovuto segnalare la situazione di emergenza”.

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