di Antonio Paviglianiti in , ,

Berlusconi indagato per la vendita del Milan? La Stampa: “Inchiesta sulla vendita” (FOTO)


 

Berlusconi indagato sulla vendita del Milan, La Stampa: “I PM indagano sui flussi finanziari, rischio riciclaggio…”

Silvio Berlusconi a Matrix

Buccia di banana in vista delle Elezioni 2018? Silvio Berlusconi potrebbe finire nell’occhio del ciclone per la vendita del Milan. La Stampa, quotidiano torinese, oggi titola in prima pagina: “Bufera Milan, inchiesta sulla vendita”; così il giornale dà  notizia di un’inchiesta che ipotizza una cessione della società a prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”. Si ipotizza il reato di riciclaggio. “Nuova tegola giudiziaria sulla campagna di Berlusconi”, aggiunge il quotidiano. La società rossonera è passata ad aprile 2017 dalle mani del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li.

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Berlusconi indagato per la vendita del Milan?

Secondo i quotidiani, la Procura di Milano avrebbe avviato l’indagine dopo aver constatato che la vendita del Milan è avvenuta ad un prezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al reale valore della società. Da lì sono partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Infine, “in gran segreto, nei giorni scorsi, i pmscrive La Stampa sulla presunta indagine di Berlusconi per la vendita del Milanhanno avviato un’inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio”.

Berlusconi indagato per la vendita del Milan: coordina l’inchiesta De Pasquale

A coordinare l’inchiesta, il pm Fabio De Pasquale, lo stesso che in passato aveva indagato Berlusconi per la frode fiscale sui diritti tv ma che lo aveva anche difeso nella vicenda della scalata ostile di Vivendi a Mediaset. Voci sulla compravendita ne giravano da tempo – ricorda ancora La Stampa – tanto che l’estate scorsa l’avvocato Niccolò Ghedini aveva consegnato in procura “i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese”. “Alla base dell’apertura dell’inchiesta avvenuta poche settimane fa – aggiunge – ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario”. “Da dove sia partita la svolta, al momento non è ancora chiaro – si precisa – . Una traccia, si deduce, che risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong”.

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