di Andrea Monaci

Berlusconi, Ricatto al Governo


 

L’ex premier, dopo l’annuncio di ieri della candidatura alle elezioni politiche, ora ricatta Monti: vuole le elezioni a febbraio. Dietro la richiesta la strategia per evitare la probabile condanna al processo “Ruby”

Berlusconi caso Ruby la Guerra dei Vent'anni

Ricatto al Governo e il paese di nuovo sotto scacco. Silvio Berlusconi è tornato: si ricandiderà alle elezioni politiche come leader del Pdl, anche se non tutto il partito è – per il momento – con lui. Ma soprattutto vuole decidere la data delle elezioni, che secondo il suo disegno devono svolgersi nel mese di febbraio.

Di qui il pressing al Governo Monti, cui il Pdl ha finora garantito la fiducia: proprio oggi in Senato è andato in onda il primo episodio, con il partito dell’ex premier che non ha votato la fiducia al  Decreto Legge Sviluppo. Ufficialmente il mancato voto è stato giustificato con le critiche che il Ministro Corrado Passera ha rivolto a Berlusconi ed al suo ritorno in campo.

Governo Monti Dimissioni?La strategia del Cavaliere sta lentamente convincendo il partito: Berlusconi è fiducioso che la sua candidatura possa scompigliare i piani del Centrosinistra e di Bersani, che già si vede prossimo inquilino di Palazzo Chigi. Ma il Cavaliere pensa soprattutto ai suoi guai giudiziari: a fine gennaio è prevista la sentenza del processo “Ruby” che potrebbe significare una condanna per prostituzione minorile e soprattutto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, proprio quello che l’ex Premier vuole evitare obbligando Monti a fissare la data del voto a febbraio.

Otterrebbe così due risultati: il rinvio della sentenza, che difficilmente potrebbe essere emessa in piena campagna elettorale con il principale imputato candidato a Palazzo Chigi, e il lasciapassare – il ritorno in Parlamento – per il suo vero obiettivo di sempre, il Quirinale e la Presidenza della Repubblica. Seguiamo in diretta l’evolversi della situazione, intanto registriamo le dichiarazioni della capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro che ha detto “la maggioranza non c’è più, Monti salga al Quirinale”, avvallando di fatto la strada delineata dal Cavaliere.

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