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Bimbo Ancona strangolato a mani nude: interrogato e arrestato il padre 24enne

Aggiornamento ore 10: 48 – E’ stato appena fermato con l’accusa di omicidio volontario il padre del bimbo macedone di 5 anni che è stato trovato morto in casa a Cupramontana, strangolato a amni nude.

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Ancona: un bambino di 5 anni ieri è stato trovato morto in casa a Cupramontana. Secondo le prime ricostruzioni i sospetti dei carabinieri sarebbero immediatamente ricaduti sul padre, un 24enne che soffrirebbe di problemi psichiatrici. La madre del piccolo, incinta del terzo figlio, colta da malore è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Jesi.

Il dramma si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 4 gennaio. Il piccolo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato strangolato a mani nude. Fermato e interrogato durante la notte il giovane padre, 24enne disoccupato e in cura per problemi psichiatrici. I carabinieri di Fabriano stanno cercando di ricostruire i fatti. Disposta l’autopsia sul copro della piccola vittima, che potrà dare contezza delle effettive cause di morte.

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Il presunto assassino ha origini macedoni. Avrebbe, secondo i sospetti dei carabinieri, strangolato il figlio nella loro abitazione di via Bonanni a Cupramontana, in provincia di Ancona. Al momento della tragedia in casa c’erano il padre, la madre del piccolo. Tuttavia, secondo quanto trapela, la vittima potrebbe essere stata uccisa fuori dall’abitazione; sarebbe stato afferrato per il collo fuori della palazzina di tre piani dove la famiglia abita, forse il delitto si è consumato nell’auto del padre, posta sotto sequestro e ora al vaglio del Ris. Il piccolo sarebbe stato poi stato portato nella casa ancora agonizzante e a qual punto sarebbe partita la chiamata al pronto soccorso. Quando i sanitari sono giunti nell’abitazione sono stati inutili i tentativi di rianimarlo, andati avanti per una trentina di minuti. Sul corpo del piccolo non c’erano tracce di sangue, né segni evidenti di violenza, ma solo segni di strangolamento sul collo. L’autopsia sarà eseguita oggi agli Ospedali Riuniti.

La famiglia coinvolta stava vivendo una situazione molto difficile. Il padre sospettato dell’omicidio, che nn risulterebbe avere precedenti penali, è disoccupato da 5 mesi, da quando cioè aveva perso il suo lavoro di saldatore in una azienda della zona. La moglie, ricoverata in stato di shock per l’accaduto, è in attesa del terzo figlio al settimo mese di gravidanza. Un disagio familiare che però non sarebbe stato segnalato ai servizi sociali del paese.

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