di Michele Iacovone in ,

Biologa italiana scopre il bruco che digerisce la plastica: “Ricerca nata per caso”


 

Una biologa italiana ha scoperto per caso un bruco capace di digerire la plastica: una rivoluzione che potrebbe aprire la strada allo smaltimento ecologico del polietilene

Biologa italiana scopre per caso il bruco che mangia la plastica

La plastica è sempre stata un problema per l’uomo. Comoda da usare, ma quasi impossibile da degradare, il polietilene impiega circa 400 anni per farlo. Per tutte le specie del pianeta è velenosa e spesso causa moria di pesci e uccelli, intossicando qualsiasi organismo vivente. Ora, però, potrebbe arrivare la soluzione finale grazie a una scoperta fatta da una biologa italiana in Spagna.

La biologa molecolare e ricercatrice Federica Bertocchi del Cnr spagnolo, oggi all’Istituto di Biomedicina di Cantabria, di Santander, ha scoperto un bruco o, meglio, una tarma della cera capace di digerire la plastica. Come ha spiegato la ricercatrice, però: “Io in realtà mi occupo di biologia dello sviluppo: studio gli embrioni. La scoperta del bruco mangiaplastica è avvenuta per caso. Ho l’hobby dell’apicoltura, e l’abitudine, in inverno, di tenere gli alveari vuoti in casa. Nel tirarli fuori per la primavera, l’anno scorso mi sono accorta che erano pieni di questi bachi. Così li ho ripuliti, raccogliendo i bachi in una borsa di plastica. Qualche ora dopo era già piena di buchi e le larve libere“.

La biologa molecolare, assieme ai colleghi Paolo Bombelli e Chris Howe, biochimici dell’Università di Cambridge, ha pubblicato la sua scoperta sulla rivista Current Biology. La dottoressa Bertocchi ha anche spiegato il meccanismo mediante il quale questo bruco è in grado di digerire il polietilene: “Per ora con i nostri esperimenti abbiamo capito che la degradazione della plastica non avviene solo per la semplice azione masticatoria, e quindi meccanica, del baco, ma proprio per un processo chimico. Abbiamo infatti spalmato sul polietilene un impasto di G. mellonella , notando che la degradazione ha luogo“. Ora saranno necessari ulteriori studi per comprendere e, in futuro, utilizzare il medesimo processo senza l’ausilio del bruchi.

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