di Francesco Tedeschi in

Bitcoin cos’è e come funziona? Intervista al massimo esperto italiano Giacomo Zucco


 

Bitcoin cos’e? Come funziona? Scopriamo cos’è la moneta “virtuale” più nota e quali altre applicazioni ci aspettano, grazie a Giacomo Zucco, uno dei massimi esperti italiani e fondatore di una società di ricerca specializzata nella tecnologia applicata alla finanza, o Fintech

bitcoin cos'è

Cos’è il Bitcoin, la moneta elettronica di cui si sente più parlare? Come funziona? E’ una tecnologia che ha anche altre applicazioni? E’ destinata a rimanere un “giocattolo” per esperti di alta tecnologia o diventerà presto una moneta di uso comune per tutti? Per cercare di capirne di più abbiamo interpellato uno dei massimi esperti italiani: Giacomo Zucco, già co-fondatore e portavoce del Tea Party Italia, è oggi in prima fila nello sviluppo di applicazioni legate alle cripto monete ed alla tecnologia su cui si basa, nota come BlockChain. Da poco più di un anno ha dato vita a Blockchainlab, in prima fila nella ricerca di nuove applicazioni legate appunto alla Blockchain. Buon pomeriggio Giacomo. Per rompere il ghiaccio, iniziamo con le presentazioni:

1) Chi è Giacomo Zucco in breve, e di cosa si occupa

Sono un fisico teorico per formazione, ho lavorato per alcuni anni in Accenture, anche nel settore Fintech (tecnologia applicata alla finanza ndr), dopo di che nel frattempo, mi sono sempre interessato di economia e politica, come “semplice attivista”. Nelle tecnologie Blockchain ho trovato il trait-d’union tra il mio “attivismo” in campo economico e le mie competenze tecniche. Nel giugno 2015 ho creato Blockchainlab, di cui sono Amministratore Delegato, che fa da ponte tra l’industria tradizionale e i maggiori esperti mondiali di questo settore ancora difficile da dominare.

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Lo staff di Blockchainlab

2) Puoi descrivere in breve cosa si intende per Bitcoin

Bitcoin è un protocollo informatico, come la posta elettronica, ma mentre la posta elettronica manda informazioni, quindi soltanto cose da sapere, “scambio di informazioni”, Bitcoin è un protocollo informatico che permette lo scambio di proprietà, e quindi può servire per comprare cose, scambiare, fare qualsiasi tipo di scambio di proprietà. Fino adesso ci sembrava di avere uno scambio di proprietà su internet, per esempio nel e-commerce, ma quello che avevamo era soltanto uno scambio di informazioni tramite controparti di cui ci dovevamo fidare, che svolgevano il vero scambio di proprietà in maniera tradizionale “dietro il sipario”. Invece con Bitcoin abbiamo la possibilità di scambiare direttamente proprietà su internet.

3) Cosa è la blockchain e quali sono gli sviluppi più interessanti che ci vedi

La Blockchain è l’invenzione che ha permesso la creazione di Bitcoin. Bitcoin si basa su alcune tecnologie che esistevano già quando è stato creato, tra cui quella che alcuni usano tutti i giorni come firma digitale, alcune innovazioni come i database distribuiti; mancava un pezzo per creare Bitcoin, per creare la trasmissione di valore su internet. Questo pezzo si chiama Blockchain, è un sistema particolare, nato esattamente per bitcoin, ma che potrebbe essere utilizzato non solo per far funzionare Bitcoin, ma anche per far funzionare una serie di cose diverse, come ad esempio la “Data Certa”. Io oggi per apporre una “Data Certa” sui documenti, per provare che esistono in una certa data, abbiamo bisogno di notai, di timbri, di uffici postali; la Blockchain, nata per sostenere il sistema Bitcoin, può fare queste cose direttamente in maniera libera, con libero accesso da parte di tutti, senza chiedere permesso a nessuno. In particolare la BlockChain è la spina dorsale del sistema Bitcoin.

Gli sviluppi più interessanti della tecnologia Blockchain sono, oltre Bitcoin, la possibilità di scambiare altre forme di proprietà nel mondo digitale, un domani si può immaginare lo scambio diretto di quelli che oggi sono titoli, azioni, obbligazioni, buoni sconto, punti fedeltà, miglia aeree, qualsiasi cosa che sia effettivamente “scarsa” può essere trasmessa usando la Blockchain. Inoltre sarà possibile usare la Blockchain per, appunto, certificare documenti, certificare date, certificare stesure di contratti, garantire che delle informazioni non vengano mai cambiate o modificate, o manipolate, quindi una sorta di registro notarile senza nessun notaio, aperto a tutti, e accessibile da tutto il mondo, da chiunque.

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Giacomo Zucco e la sua dolce metà Mir Liponi, responsabile comunicazioni esterne di Blockchainlab

4) Qual è l’atteggiamento di stati e banche verso il bitcoin?

L’atteggiamento di stati e banche è molto diverso caso per caso. Alcuni stati, diciamo così “occidentali” stanno studiando il fenomeno con un misto di sospetto, di attesa e di apertura. Gli Stati Uniti sono in realtà il centro tecnologico ma sono anche il centro del controllo finanziario in questo momento, e stanno cercando di imbrigliare il fenomeno, mentre ci sono alcuni stati come il Regno Unito o la Svizzera in cui sembra che il fenomeno venga lasciato più libero di svilupparsi spontaneamente in modo aperto.

La maggior parte delle banche sta cercando di ricrearsi in casa il fenomeno, esattamente come le grandi compagnie di telecomunicazioni facevano negli anni ’90 quando è arrivato internet. All’inizio di internet, invece di accettare la novità, la maggior parte delle grosse industrie esistenti cercavano di ricrearsela in casa, una loro versione “personale” di internet, fino a quando si sono accorti che la tecnologia non poteva essere imbrigliata ed hanno accettato l’internet che conosciamo oggi. La stessa cosa sta accadendo con Bitcoin: per ora la maggior parte delle banche vuole farsi una blockchain in casa. Presto si renderanno conto che quello che possono fare è fornire i loro servizi in un mondo diverso, cambiato dalla tecnologia Blockchain in generale.

In Italia abbiamo una situazione particolare con un grande gruppo bancario che sta studiando Bitcoin direttamente, senza mascherarlo sotto blockchain private ed altri tipi di chimere di questo genere.

5) Ed è un gruppo bancario che collabora con voi di Blockchainlab?

Assolutamente sì.

6) Quali sono le applicazioni più interessanti che state sviluppando qui?

All’interno di Blockchainlab è incubato da sempre il più avanzato wallet, o “portafogli” per bitcoin del mondo, che è stato il primo a introdurre tutte le principali novità del settore, ossia Green Address. Non è il portafogli più facile da usare o con più utenti, ma è quello con più novità tecnologiche di ultima frontiera. C’è anche il più grande esperto di uso notarile, che si occupa quindi di “data certa”, “time stamping”, certificazione documentale su blockchain, la società si chiama Eternity Wall; abbiamo qui dentro i più grandi esperti di “smart oracles”, che vuol dire, in inglese, “oracoli intelligenti”. Questi oracoli sono delle fonti da cui arrivano sulla Blockchain dei dati che provengono dal mondo “fuori dalla Blockchain”. Per esempio sulla Blockchain possono esserci contratti automatici, e questi contratti vanno in un modo o nell’altro, a seconda di quello che gli oracoli inseriscono sulla blockchain. I maggiori esperti di questo tema collaborano con noi qui dentro. Con il gruppo bancario a cui facevo riferimento stiamo studiando applicazioni tramite le quali, una controparte centrale molto importante può dare un aiuto all’utilizzo di tecnologie blockchain e bitcoin, senza però richiedere fiducia da parte degli utenti, quindi rimanendo una struttura come si dice in inglese “trustless”, senza fiducia, senza bisogno di fiducia, ma con comunque un contributo centralizzato. Stiamo poi studiando alcune applicazioni di tipo finanziario, quindi strumenti finanziari tradizionali sopra nuovi asset digitali, come bitcoin, oppure strumenti finanziari innovativi, che non esistevano prima, sopra asset tradizionali come azioni, obbligazioni, etc.

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