di Redazione

Bitcoin: un mese da dimenticare. Cosa ci riserverà il futuro?


 

Il crash di luglio. Dopo mesi di rialzi record che hanno visto numerosi trader comprare Bitcoin e ottenere rendimenti superiori al 200% nella prima metà del 2017, il valore di Bitcoin è crollato improvvisamente.

La scorsa settimana Bitcoin ha registrato un calo della capitalizzazione di mercato del 23% e in molti si interrogavano se il mercato delle criptovalute avesse raggiunto il fondo, ma oggi possiamo affermare con certezza che quello non era il fondo. Dai massimi toccati il 12 giugno scorso attorno a $3000, Bitcoin è crollato di più del 40%, toccando un minimo di $1758 prima di recuperare le perdite ed essere scambiato nuovamente oltre la soglia di $2000. Un’analista di Goldman Sachs ha indicato che Bitcoin si trova ancora nel quarto ciclo correttivo, ma non aveva previsto un minimo così basso per la criptovaluta numero uno al mondo. Secondo quanto affermato nella nota agli investitori, il quinto ciclo potrebbe spingere Bitcoin oltre i massimi di giugno. La domanda è: il quarto ciclo è già terminato e il valore di Bitcoin salirà ora, oppure andremo incontro a un nuovo crash?

Alla luce delle opportunità di profitto da capogiro viste nella prima metà del 2017, molti trader sono entrati sul mercato speculando su questa e altre valute digitali, ma in molti si sono chiesti se il prezzo dell’asset non fosse eccessivo alla luce delle numerose incognite ancora da risolvere nel mondo delle criptovalute.

Il termine del 31 luglio: nuovo crash all’orizzonte?

Se da un lato è difficile identificare una causa precisa alla base del crash di Bitcoin, dall’altro è possibile affermare che il 31 luglio sarà una data chiave per il futuro di Bitcoin.

Al momento, uno dei problemi maggiori a cui Bitcoin sta andando incontro è che il software non riesce a convalidare e processare un numero sufficiente di transazioni, causando errori e ritardi. Alcuni sviluppatori di software hanno presentato una nuova soluzione che andrebbe a modificare il blockchain che permette l’elaborazione delle transazioni. Tali cambiamenti si renderebbero necessari al fine di permettere un’espansione del servizio e una maggiore integrazione nell’e-commerce, che aprirebbe ad un volume di transazioni notevolmente superiore, e ad un conseguente abbassamento delle commissioni.

Qual è il problema? Gli estrattori di Bitcoin, che vengono ricompensati per la verifica delle transazioni, e altri utilizzatori di Bitcoin non hanno trovato un accordo sulle modifiche, e i riformatori stanno perdendo la pazienza. Questo ha portato a definire un termine ultimo del 31 luglio 2017, 20:00 EET, oltre il quale le transazioni confermate dagli estrattori che non hanno effettuato l’upgrade non verranno più riconosciute.

Questo creerebbe il caos e gli investitori potrebbero andare nel panico, in un mercato che vale attualmente 39 miliardi di dollari, causando potenzialmente nuovi crolli del valore della criptovaluta.

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