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Boato in Lombardia oggi 22 marzo: abbattuto il “muro del suono”, gente in strada in Brianza

Paura in Lombardia per un forte boato avvertito oggi, 22 marzo, intorno alle ore 11:15 in diverse province. Centralini delle forze dell’ordine e del 118 intasati di telefonate per due violenti boati avvertiti giovedì mattina in tutta la zona nord della Lombardia, da Varese a Bergamo. Il rumore ha fatto tremare i vetri delle abitazioni e ha fatto incrinare le finestre di una scuola di Triuggio. Numerose le persone che per lo spavento hanno lasciato le proprie abitazioni e si sono riversate in strada. Paura a Monza, dove la gente è uscita in strada e alcune scuole hanno fatto uscire gli alunni. I due boati sono stati uditi distintamente anche nelle province di Como, Milano, Bergamo, Brescia, Biella e vicine. L’Aeronautica Militare ha confermato quella che fin dall’inizio era parsa l’ipotesi più plausibile: due caccia militari hanno «rotto» il muro del suono in zona Malpensa.

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Cosa è il Muro del suono?

Con la locuzione muro del suono, o più raramente barriera del suono, si indicava la difficoltà, per i primi aeroplani dotati della potenza necessaria ma di un’aerodinamica non adatta, di raggiungere la velocità del suono. Gli effetti aerodinamici sulle superfici di un aeroplano infatti variano notevolmente avvicinandosi alla velocità del suono. Il regime di moto in queste condizioni è chiamato regime o flusso transonico. Quando un corpo si muove all’interno di un fluido comunica alle particelle una serie di urti meccanici i quali provocano, in combinazione col moto molecolare medio del fluido, la perturbazione delle zone circostanti. La velocità di propagazione di questi disturbi è detta velocità del suono, la quale dipende dalla densità, dalla pressione, dalla temperatura e da altre caratteristiche del fluido. Una perturbazione si trasmette in tutte le direzioni alla velocità del suono: un paragone che si indica spesso è quello delle increspature sulla superficie di uno specchio d’acqua quando viene lasciato cadere un sasso.

L’espressione muro del suono

Questa venne adottata durante la seconda guerra mondiale quando un certo numero di aerei iniziarono a sperimentare gli effetti del volo transonico, quali l’aumento di resistenza, le vibrazioni delle superfici aerodinamiche e l’inversione dei comandi, durante le manovre per il bombardamento in picchiata. I velivoli, in queste condizioni, manifestavano comportamenti anomali come conseguenza di fenomeni aerodinamici, all’epoca non ancora pienamente compresi. Poiché alcuni velivoli si distruggevano in aria come se avessero impattato contro un invisibile muro, divenne uso comune nel linguaggio non scientifico descrivere l’avvicinamento alla velocità del suono con la locuzione «muro del suono».

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