di Michele Iacovone in ,

Bonus cultura 500 euro 2017: rivenduti in rete a metà prezzo


 

Doveva essere un’idea originale con la quale avvicinare i giovani alla cultura, invece si è trasformato in un commercio all’italiana: il bonus cultura da 500 riservato ai neo-maggiorenni finisce la sua corsa in rete

Bonus cultura 500 euro rivenduti in rete

Doveva essere un’iniziativa volta a favorire l’avvicinamento dei giovani alla cultura, invece è finita in un commercio all’italiana. Il Bonus cultura da 500 euro per i neo maggiorenni termina la sua corsa nel web, rivenduto a metà prezzo. La denuncia arriva dalla città di Bari; di recente, infatti, era stata scoperta su un gruppo Facebook, una trattativa per la vendita online del Bonus cultura di Matteo Renzi.

Un utente, sul gruppo Facebook scrive: “A chi è interessato vendo buoni rimanenti del Bonus Renzi a metà prezzo, per l’acquisto di libri sui siti Mondadori, Feltrinelli, Libraccio e Amazon. Scegli i titoli, mi fai la ricarica Postepay e quando arriva l’accredito ti faccio l’ordine“. Basta così poco per mettere fine a un’idea che poteva avvicinare i giovani alla cultura. Il Bonus infatti, ha elargito 500 euro a circa 600 mila neo maggiorenni italiani spendibili in teatri, mostre, libri, concerti. A dare voce e a scatenare la polemica sul fenomeno ci ha pensato Antonella Paparella, barese laureata in lettere: “Da qualche tempo compaiono annunci di ragazzini che si propongono, per acquistare libri col Bonus Renzi da rivedendere a metà prezzo“.

Il web ovviamente si scatena e le polemiche non tardano ad arrivare. Molti gli utenti che fanno eco ad Antonella Paparella, a guida della protesta. A spiegare come funziona ci ha pensato proprio un ragazzo diciottenne, Gennaro De Cosenza: “Il meccanismo è semplicissimo, tu scegli i titoli su Amazon, dividi per due il prezzo, mi fai la ricarica Postepay e, arrivato l’accredito, ti faccio l’ordine: tempo due o tre giorni, e il libro è a casa. A te conviene, perché compri a metà prezzo e io ci guadagno, visto che non leggo“. Forse, conclude Antonella Paparella, “prima di dare soldi a fondo perduto, toccherebbe educare i ragazzi alla lettura e al senso civico“.

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