di Stephanie Barone in

Bonus Mobili 2017 come funziona: lavori di ristrutturazione necessari, mobili, importo e documenti utili


 

Dall’Agenzia delle Entrate arrivano gli ultimi chiarimenti su come funziona il Bonus Mobili 2017: ecco tutto quello che dovete sapere sui lavori di ristrutturazione necessari, quali mobili si possono acquistare, l’importo dell’agevolazione e i documenti necessari per accedervi.

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Bonus Mobili 2017 come funziona: cos’è e il suo importo

Tra le agevolazioni casa sigillate dalla Legge di Bilancio per l’anno in corso è stato confermato anche il budget per l’attività del Bonus Mobili 2017, ovvero l’incentivo economico introdotto nel 2013 che permette di acquistare con una detrazione Irpef al 50% per una spesa massima di 10 mila euro mobili e grandi elettrodomestici nuovi, questi ultimi non inferiori alla classe energetica A+.

L’incentivo è stato quindi prorogato fino al 31 dicembre 2017 ma con un vincolo importante: per poter fruire dell’agevolazione sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, l’immobile di riferimento deve essere soggetto a lavori di ristrutturazione, iniziati non prima del 1° gennaio 2016. E’ andata invece la sparire la clausola riservata alle giovani coppie che mettono su casa per la prima volta. Vediamo quindi più nel dettaglio quali sono i lavori che permettono di accedere al Bonus Mobili 2017, quali mobili è possibile acquistare e tutti i documenti da conservare.

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Bonus Mobili 2017 come funziona: lavori di ristrutturazione necessari

Come ben spiega la guida resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate, il presupposto necessario per poter accedere al Bonus Mobili 2017 è la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (in quest’ultimo caso i mobili acquistati devono essere necessari all’arredamento di quelle stesse parti comuni).

Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:

  • di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia
    sulle singole unità immobiliari residenziali.
  • di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale.
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a
    condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare
    e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.

Bonus Mobili 2017 come funziona: quali mobili acquistare e documenti utili per la domanda

Quali quindi a questo punto i mobili e i grandi elettrodomestici che possono essere acquistati con il beneficio del Bonus Mobili 2017? Per quel che riguarda i mobili (nuovi) si parla di letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione. Sono esclusi invece porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. A proposito invece dei grandi elettrodomestici, è fondamentale che essi appartengano alla classe energetica A+ (solo per i forni è sufficiente la A). Tra di essi vi sono frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Una volta effettuato l’acquisto sarà possibile certificare e ricevere in 10 quote annuali l’intero importo del Bonus Mobili 2017 nel 730. Per questo motivo è fondamentale prima di tutto che tutti i pagamenti siano stati effettuati con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:

  • la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione).
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Tutti i documenti attestanti i pagamenti e l’effettuazione dei lavori sono quindi da conservare.

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