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Boosta Amici 16, Davide Dileo senza peli sulla lingua: “Critiche? Non mi interessa, mi sto divertendo tantissimo” [INTERVISTA]



 

Davide Dileo, in arte Boosta, non vuole sentire ragioni: la sua scelta di sposare il progetto Amici 16 ha fatto storcere il naso a tantissimi fan. Ma l’artista italiano ammette: “Mi sto divertendo tantissimo”

Amici 16 cast professori canto

Boosta Amici 16: il tastierista dei Subsonica al talent show di Maria De Filippi

Davide Dileo, il vero nome di Boosta, colui che insieme a Samuel Romano ha fondato il gruppo dei Subsonica, è sicuramente un professore molto eclettico e sarà capace di “traghettare” i giovani talenti di Amici 16 nel mondo discografico italiano.  Secondo molti fan della trasmissione di Maria De Filippi, cioè, Boosta porterà al talent quel pizzico di modernità e di musica alternativa che poteva mancargli aggiungendo il sui punto di vista a quello del ‘cattivissimo’ Rudy Zerbi, del cantautore Fabrizio Moro, di Alex Braga e dell’ormai noto Carlo Di Francesco.

Boosta Amici 16: l’avventura di Davide Dileo

Ebbene sì, Boosta, ad Amici 16, ha preso quindi il posto lasciato vuoto da Marco Maccarini. Lo storico Vj di Mtv ha abbandonato il talent e dato qualche piccolo problema a Maria De Filippi che, durante l’estate, ha dovuto pensare a come sostituirlo.

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Boosta Amici 16: Davide Dileo racconta l’esperienza a UrbanPost.it

Critiche? Non me ne frega…” usa un’espressione un po’ colorita Davide Dileo, in arte Boosta, quando gli chiediamo un parere sui malumori dei fan della prima ora che non hanno accettato, di buon grado, il suo ‘matrimonio’ con Amici 16. In una lunga intervista (qui la parte prettamente musicale per La Stanza Intelligente), Davide Dileo ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare il ruolo di coach di Amici 16.

Boosta, sei consapevole che i fan dei Subsonica non hanno preso benissimo l’idea di vederti ad Amici? Te lo avranno chiesto mille volte, ma ci tocca farlo: come mai hai scelto di prendere parte a questo talent-show?
“Lo dico con precisione di contenuto, non con arroganza, ma sinceramente ‘Non mi interessa’. Io sono contento di quello che ho fatto, delle mie scelte, mi diverte moltissimo fare Amici, non posso farmi condizionare dalla paura che non si può vivere. Si tratta di un mestiere bellissimo, sono un privilegiato, ho la fortuna di fare tanta musica. Se al mattino mi sveglio con l’angoscia che devo stare attento a pensare cosa possa piacere agli altri, beh… non ne usciamo più. È come il ruolo dell’artista: fai un disco e non pensi a cosa sia piaciuto, se piacerà ancora, no. Scrivi quello che piace a te. E ti dirò di più, in un mese che faccio Amici la mia vita da musicista è andata avanti: la televisione non mi ha distrutto. Scrivo ancora, scrivo testi, non mi fermo. E per me la curiosità è il sale della vita.”

Eppure non sei il primo: front-man come Morgan e Manuel Agnelli, rispettivamente Bluvertigo e Afterhours, hanno sposato il progetto X-Factor. Ti sei confrontato con loro prima di questa esperienza?
“No, non serve esperienza degli altri. Ognuno vive la sua vita, io ho scelto di fare questo percorso perché ne ero curioso. Ripeto, la curiosità è il sale della vita…”

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Sì, ma Amici… è come te lo immaginavi?
“Devo dirti…. Sì. Mi sto divertendo molto, mi sta piacendo l’attitudine del programma, mi piacciono i ragazzi. Certo, fai mediazione con la televisione, si tratta di un programma molto lungo, dura sei-otto mesi e i ragazzi studiano tutto il giorno. È una roba che mi piace. Non è tutta musica, sia chiaro, ma questo non toglie che fare questo per me è il baricentro della musica. Bisogna insegnare, perché se non insegni i ragazzi non impareranno mai. Inutile, oggi se non insegna nessuno a questi ragazzi si continuerà a dire che non conoscono la musica. Informarsi su internet, ormai, non è più sufficiente, è un mare aperto. E poi, ad Amici c’è la bellezza di essere ragazzi. Non sono pecore mandate al macello. E oggi i tempi sono diversi: quando ho esordito io in ambito musicale avevamo la fortuna di andare in giro per i locali, non c’erano i talent, c’erano 600 location in cui poterti esibire portando i tuoi inediti. Oggi, se non hai cover nei locali non riesci a suonare, anche perché la geografia si è striminzita. Ad Amici vengono portati degli inediti, uno specchietto che dà riflesso, non è tutta roba da portare via. Sono ragazzi che hanno consapevolezza nei propri mezzi. I tempi sono diversi rispetto a 20 anni fa, c’è differenza culturale e di attitudine, anche di approccio alla musica. Sono contento.”

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Fermati un attimo a pensare. Dai uno sguardo intorno a te, cosa ti fa perdere le staffe oggi?
“Faccio un po’, anzi molta, fatica con la stupidità. Mi affatica moltissimo. E poi l’integralismo. L’integralismo nella sua accezione migliore del termine. Non sono integralista e sappiamo come non dia frutti buoni. Siamo in un periodo di giustizialismo, personalmente una visione molto stupida. E poi, al di là del populismo più generalizzato della politica e della cultura, non tollero il populismo di élite, la trovo una roba davvero ridicola. Credo che la stupidità delle masse sia molto difficile da gestire.”

E siccome non è bello solo guardare le sfumature grigie della nostra quotidianità, qualcosa che ti affascina?
“Sono affascinato dall’essere umano, sono un antropologo mancato, sono una persona molto curiosa, faccio male tantissime cose ma ne faccio tante perché ho bisogno di provare le cose sul mondo su me stesso mi piace l’esperienza, poi ci rifletto sopra… magari faccio anche troppe cose male, la curiosità mi piace moltissimo e vedere le cose che succedono, le cose che ho visto.”

Davide, piccola curiosità: ti vedremo a Sanremo da solista?
“Se Carlo Conti mi accetta come valletta, sì…”

Intervista a cura di: Antonio Paviglianiti e Valeria Panzeri

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