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Brucia il Corano, la Folla gli da Fuoco

Il mattino seguente alcuni fedeli, recandosi alla moschea per le abituali preghiere, hanno rinvenuto alcune pagine del Corano incenerite. Senza lasciar spazio ad alcun dubbio, l’uomo è stato consegnato alla polizia con l’accusa di blasfemia. La notizia in breve ha fatto il giro del villaggio e nell’arco di poche ore un gruppo di persone alquanto folto – circa duecento, stando alle notizie diramate dalla polizia locale – ha assaltato il commissariato, catturato l’uomo e datolo alle fiamme al cospetto degli agenti stessi.

Corano Bruciato Pakistan

La cronaca lascia allo sdegno e alla collera, ancor più esacerbati alla notizia di una vittima mentalmente instabile, qualsiasi commento. Si rabbrividisce al solo pensiero che un evento del genere possa essere accaduto sul serio. La condanna del fatto, tuttavia e grazie a Dio, è univoca. Un minimo conforto, per usare un eufemismo, è rappresentato dall’arresto, per omicidio, di una trentina di persone, ritenute responsabili, e dalla sospensione dal servizio degli agenti del commissariato. Mentre da più parti ci si chiede come sia possibile prevedere la pena di morte per il reato di blasfemia e come la religione possa essere considerata la ragione sociale di una collettività, dalle nostre parti si discute di tutt’altro.

Diversi dibattiti in Italia portano alcuni a ritenere l’ergastolo poco adiacente al nostro dettato costituzionale, evidenziando l’assenza di una finalità rieducativa per la pena in questione. In ambito europeo addirittura si discute sulla differenza tra “diritti dell’uomo” e “diritti umani”, con la prima espressione più adatta a rimarcare la valenza di protezione dell’individuo in quanto tale e con la seconda più adatta a proteggere l’interesse collettivo. Per tornare al fatto, qualcuno in passato ha sostenuto che alcune culture, diverse dalla nostra, fossero “inferiori”, con ciò suscitando contemporaneamente apprezzamento e sdegno. Ciò che è accaduto è male e l’opinione pubblica mondiale deve reagire e creare o favorire moti di protesta contro gli orrori, come quello consumatosi, che negano la dignità e i diritti della persona umana. L’arresto dei presunti responsabili, tuttavia, sembra il sospirato risveglio dopo una notte da incubi.

Written by Ennio Lo Chiatto

Nato ad Avellino il 9 aprile del 1981, background giuridico e grande interesse per la geopolitica e la politica internazionale. Appassionato di nuoto e arti marziali, con l'hobby del pianoforte, quando possibile scappa dal rumore della città per cercare il contatto con la natura selvaggia. L'esperienza gli ha insegnato che nella vita si vince e si perde ma l'importante è dare sempre il massimo. Per Urban Post scrive soprattutto di attualità internazionale.

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