di Michela Becciu in , , ,

Caivano, Raimondo Caputo condannato: giudici spiegano l’orrore che infliggeva alle figlie


 

Caivano, Raimondo Caputo condannato: giudici spiegano l’orrore che infliggeva alle figlie. Depositate le motivazioni della sentenza del processo sull’omicidio di Fortuna Loffredo, eccole

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Caivano, omicidio Fortuna Loffredo: sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale il tribunale di Napoli lo scorso 7 luglio ha condannato in primo grado all’ergastolo Raimondo Caputo. Dieci di carcere, invece, alla compagna Marianna Fabozzi, che per i giudici ha coperto gli abusi che l’uomo infliggeva a Fortuna e alle sue figlie, una delle quali avuta da lui.

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Duecento pagine nelle quali è messo nero su bianco l’orrore subito dalla giovani vittime di violenza sessuale. Le parti più sconcertanti sono inerenti ai passaggi in cui sono citati alcuni stralci del diario segreto della figlia più grande della Fabozzi, che con l’aiuto di psicologi e psichiatri si è liberata del segreto taciuto, accusando il patrigno di abusi.

Caputo assassino senza morale e perverso, scrivono i giudici: “Quale che sia la ragione che ha spinto Caputo all’omicidio essa si appalesa comunque aberrante e perversa, così da evidenziare una personalità priva di qualunque senso morale e rispetto per l’altro. La volontà omicida di Caputo è stata accertata in base a plurimi elementi probatori di natura univoca, tutti convergenti nel dimostrare le modalità concrete della sua condotta”.

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Nella sentenza è certificata anche la responsabilità di Marianna Fabozzi, che sapeva cosa ‘Titò’ faceva alle sue 3 figlie, senza mai far nulla per impedire che quegli abusi continuassero tra le mura domestiche. La figlia della donna ha infatti riferito “Sempre lo stesso nucleo essenziale del fatto, legato a una situazione percettiva di dolore fisico. A quella sensazione di dolore e passiva rassegnazione, la bimba ricollega un contesto ben preciso in cui evoca la presenza di suo padre, Raimondo Caputo ma anche quella di sua madre, Marianna Fabozzi, confermando sempre che la donna era presente in casa e che a volte era stata anche nello stesso letto. Oltre a quanto le diceva sua figlia ha avuto contezza di molti segnali anomali, ma è rimasta sempre totalmente inerte”.

 

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